L’attenzione si è spostata dal conflitto USA-Iran alla riunione della Federal Reserve, dopo che entrambe le parti hanno sospeso gli attacchi. L’ambasciatore statunitense all’ONU ha dichiarato che il presidente Trump sta dando priorità alla diplomazia, mentre l’Iran ha fermato le ritorsioni contro le basi USA; Trump ha anche respinto le notizie su un presunto esaurimento delle munizioni americane. CBS News ha riferito che Teheran sostiene di non essere in trattativa con Washington, fatta eccezione per discussioni con l’Oman sui “meccanismi riguardanti il traffico marittimo” nello Stretto di Hormuz. I mercati prezzano una probabilità del 64% che il FOMC mantenga i tassi invariati al 3,50%-3,75% mercoledì, dopo i dati CPI di giugno che indicano un’inflazione più moderata, anche se l’impennata del petrolio sopra i 90 dollari della scorsa settimana prima del rientro a 82 dollari lunedì ha mantenuto sul tavolo l’ipotesi di un rialzo.
Bitcoin è sceso sotto i 65.000 dollari e ha scambiato a 64.648 dollari, frenato dalla EMA a 50 giorni a 65.067, con le EMA a 100 e 200 giorni rispettivamente a 67.759 e 73.465. L’RSI si è posizionato appena sopra la linea mediana mentre il MACD si è affievolito; i livelli di supporto sono stati indicati a 63.171 dollari, poi 61.034 e 57.835, mentre le resistenze si estendevano da 67.360 a 70.302 e 73.244, in area con la EMA a 200 giorni a 73.465. L’oro ha scambiato a 4.074 dollari ed è rimasto in range tra 4.000 e 4.100, sotto le EMA a 50, 200 e 100 giorni a 4.217, 4.298 e 4.352, con riferimenti sopra area 4.282 e 4.432 e rischio di ribasso se dovesse cedere quota 4.000.
Strategie di trading sui derivati in un contesto di incertezza sulla Fed
Stiamo consigliando ai trader di derivati di prepararsi a forti oscillazioni di mercato questa settimana, mentre le tensioni geopolitiche si attenuano e l’attenzione si sposta sulla decisione sui tassi della Federal Reserve di mercoledì. Sebbene la pausa nelle azioni militari tra USA e Iran abbia riportato il petrolio a 82 dollari, la minaccia inflazionistica di fondo non è scomparsa. Riteniamo che i trader debbano monitorare con attenzione i mercati energetici, perché un improvviso rimbalzo verso i 90 dollari al barile della scorsa settimana potrebbe rapidamente destabilizzare le aspettative sui tassi.
Attualmente, il mercato prezza una probabilità del 64% che la Fed mantenga i tassi fermi al 3,50%-3,75%, lasciando un 36% di possibilità di una mossa inattesa. I dati storici mostrano che nei periodi di incertezza sulla politica della Fed, l’indice di volatilità CBOE (VIX) spesso sale del 15%-20% nei giorni attorno all’annuncio. Per gestire questo scenario, suggeriamo di utilizzare long straddle su indici azionari ampi per beneficiare di improvvisi movimenti dei prezzi dopo la riunione.
Impostazioni ribassiste su crypto e metalli preziosi
Nel comparto crypto, vediamo un trend chiaramente ribassista mentre Bitcoin scambia intorno a 64.648 dollari, al di sotto della cruciale media mobile a 50 giorni a 65.067. Un mancato mantenimento del supporto immediato a 63.171 dollari potrebbe innescare una rapida discesa verso l’area 61.034. Raccomandiamo ai trader di derivati di coprire i portafogli acquistando opzioni put out-of-the-money per proteggersi da una correzione più profonda.
L’oro presenta un’impostazione ribassista simile, scambiando a 4.074 dollari e restando nettamente bloccato sotto la media mobile a 50 giorni a 4.217. Se venisse rotto il supporto critico a 4.000 dollari, l’assenza di un sostegno ravvicinato da parte delle medie mobili potrebbe favorire un’intensa pressione di vendite allo scoperto. Consigliamo di utilizzare bear call spread per puntare ai livelli di resistenza superiori, sfruttando al contempo il calo di momentum dell’oro.
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