I mercati attendono il dato flash di agosto sull’inflazione tedesca prima della pubblicazione per l’area euro: l’HICP headline è visto al 3,1% a/a contro il 2,8% precedente, con l’effetto energia che si trasmette ai prezzi mentre si monitora la dinamica di fondo. In Asia, il PMI manifatturiero privato cinese RatingDog segue il dato ufficiale NBS salito a 49,8 ad agosto (consenso: 49,6; precedente: 49,2), mentre il PMI non manifatturiero è rimasto a 49,0; in Giappone il PMI manifatturiero finale S&P Global dovrebbe confermare 55,1 rispetto a 54,5 di luglio. Il focus della settimana è il report sul lavoro USA di venerdì, con i nonfarm payrolls attesi a +65mila e il tasso di disoccupazione stabile al 4,1%, insieme all’inflazione dell’area euro martedì e alle decisioni di Bank of Canada e Reserve Bank of New Zealand mercoledì.
Il rischio geopolitico ha sostenuto il petrolio dopo che gli USA hanno colpito due lanciarazzi sull’isola iraniana di Larak e l’Iran ha lanciato missili verso la Giordania, che secondo le notizie sarebbero stati intercettati; il Brent è salito sopra 90 dollari al barile. Negli Stati Uniti, la comunicazione della Fed ha spinto il pricing verso una probabilità di settembre vicina al “testa o croce”, mentre il BLS ha segnalato una revisione anticipata del benchmark NFP di -79mila per il periodo da aprile 2025 a marzo 2026. In Europa, l’indice di sentiment della Commissione è salito a 98,4 (consenso: 97,5; precedente: 97,1); in Francia l’HICP è risalito al 2,7% a/a (consenso: 2,6%; precedente: 2,4%) mentre il core viaggiava intorno a 0,1% m/m, in Spagna l’HICP è salito al 4,5% a/a (consenso: 4,6%; precedente: 3,9%) mentre il core è sceso al 2,8% dal 3,0%, e il PIL francese del 2° trimestre è stato rivisto a 0,0% t/t da 0,2%. La Svezia ha riportato un PIL del 2° trimestre al 3,3% a/a (consenso: 2,5%) e 1,6% t/t, con consumi a +0,9% t/t e investimenti a +3,5% t/t, mentre l’indicatore NIER è salito a 105,1 (precedente: 104,6) e il manifatturiero si è attestato a 107,1; in Norvegia la disoccupazione NAV è rimasta al 2,1% destagionalizzato e le vendite al dettaglio di luglio sono scese dello 0,7% m/m, con il trend a -1,3% 3M/3M (precedente: -1,4%). Gli asset rischiosi hanno indebolito dopo Jackson Hole: S&P 500 -0,3%, Nasdaq -0,5% e Russell 2000 -1,4%, mentre il VIX è sceso a 14,4 e i future USA erano in calo dello 0,3%.
Strategie su derivati ed energia in un contesto di rischi geopolitici
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per una maggiore volatilità dell’energia acquistando call a breve scadenza sul Brent. Il recente scambio militare nello Stretto di Hormuz, che convoglia circa il 20% dei liquidi petroliferi mondiali, ha già spinto il Brent oltre la soglia critica dei 90 dollari al barile. Storicamente, spike geopolitici di questo tipo tendono a far impennare la volatilità implicita, rendendo in questa fase particolarmente interessanti posizioni long in straddle o bull call spread.
Opportunità nei mercati valutari e dei tassi
Sul mercato valutario, vediamo un’opportunità interessante nell’acquisto di opzioni put su EUR/USD in vista delle prossime decisioni delle banche centrali. Il tono hawkish del presidente della Fed Warsh a Jackson Hole ha portato la probabilità di mercato di un rialzo a settembre vicino al “testa o croce”, sostenendo in modo significativo il dollaro. Questo spostamento in senso restrittivo, a fronte di segnali di raffreddamento dell’inflazione di fondo nell’Eurozona, dovrebbe continuare a mettere sotto pressione l’euro nelle prossime settimane.
Suggeriamo inoltre di operare su future sui tassi a breve durata per coprirsi da un potenziale “hawkish surprise” nel report sul lavoro USA di venerdì. Pur attendendoci un incremento moderato dei nonfarm payrolls pari a 65mila unità, un dato superiore a questa stima potrebbe consolidare un rialzo a settembre e appiattire ulteriormente la curva dei rendimenti USA. Le recenti evidenze storiche mostrano che mercati del lavoro resilienti alimentano con continuità aspettative di politica monetaria più restrittiva, mantenendo elevati i rendimenti del tratto breve dei Treasury.
Infine, consigliamo ai trader di guardare agli swap sui tassi dell’Eurozona mentre il mercato prezza un ultimo rialzo da 25 punti base della BCE a settembre. Sebbene le aspettative di inflazione dei consumatori siano aumentate, il calo delle aspettative sui prezzi di vendita tra le imprese europee suggerisce che ci stiamo avvicinando al picco assoluto del ciclo di irrigidimento della BCE. Catturare, tramite opzioni, lo spread tra aspettative hawkish negli USA e un ciclo dell’Eurozona in fase di picco resta la nostra strategia preferita.
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