Gli utili di Nvidia vengono trattati come un catalizzatore macro, ma la reazione del mercato alle sorprese positive si è raffreddata dopo i rialzi più marcati del 2023-24. Il titolo è salito del 2,19% in vista della pubblicazione e il Philadelphia Semiconductor Index ha guadagnato l’1,44%, anche se l’indice resta in calo del 20,8% rispetto al picco di giugno; è solo dell’1,9% sotto i livelli del 20 maggio ed è in rialzo del 63,6% da inizio anno. Anche i principali benchmark statunitensi hanno registrato un lieve progresso, con l’S&P 500 in aumento dello 0,32% e il Nasdaq in rialzo dello 0,66%, nonostante la maggior parte dei componenti dell’S&P abbia chiuso la seduta in calo. In seguito, i future sull’azionario USA hanno mostrato variazioni contenute.
Le azioni asiatiche sono risultate perlopiù in rialzo, sostenute dal calo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari, con la performance migliore della Corea del Sud: il KOSPI è salito dell’1,97%. Il Nikkei giapponese ha guadagnato lo 0,76% e il CSI 300 cinese l’1,03%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è avanzato dello 0,82% e lo Shanghai Composite dello 0,72%; l’S&P/ASX 200 australiano ha ceduto lo 0,15% dopo che l’inflazione ha superato le attese. In Europa, lo Stoxx 600 è salito dello 0,35% e il DAX tedesco dello 0,61%, mentre il FTSE 100 ha guadagnato lo 0,29% e il CAC francese ha perso lo 0,16%.
Dinamiche del mercato delle opzioni attorno agli utili di Nvidia
Stiamo osservando un’elevata attesa nel mercato delle opzioni mentre Nvidia si prepara a pubblicare i risultati più recenti, che storicamente hanno innescato ampie oscillazioni sugli indici globali. Considerato che, dopo diverse comunicazioni recenti, il prezzo dell’azione nel post-utili è in realtà sceso il giorno successivo, raccomandiamo ai trader di derivati di non inseguire call “plain vanilla” costose. Meglio orientarsi su strategie strutturate sulla volatilità, poiché la volatilità implicita è attualmente elevata, in linea con i precedenti storici in cui le opzioni su Nvidia prezzavano regolarmente movimenti dell’8%-10%.
Volatilità settoriale, strategie sugli indici e rischi stagionali di mercato
Il più ampio settore dei semiconduttori ha mostrato vulnerabilità, con il Philadelphia Semiconductor Index in correzione di oltre il 20% rispetto al picco di inizio estate. Per sfruttare questa volatilità di settore, potremmo valutare di operare su opzioni di indice sul Nasdaq-100 o su ETF dei semiconduttori, anziché su opzioni sul singolo titolo. L’implementazione di credit spread o iron condor su questi strumenti più ampi consente di catturare il decadimento del premio (theta) se la reazione post-utili dovesse risultare più contenuta delle attese.
Le pressioni macroeconomiche globali, inclusi inattesi rialzi dell’inflazione in Paesi come l’Australia e movimenti dei rendimenti obbligazionari, aggiungono ulteriori livelli di rischio. Storicamente, fine agosto e settembre rappresentano periodi stagionalmente deboli per l’azionario, con l’S&P 500 che nelle ultime decadi ha registrato in media una flessione di circa l’1,2% in settembre. Di conseguenza, consigliamo di utilizzare put protettive sugli indici o straddle di breve periodo per coprirsi contro un più ampio calo del mercato a fine estate.
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