I futures azionari statunitensi sono scesi nelle contrattazioni europee, mentre i trader si posizionavano in vista del dato preliminare dell’Indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per luglio, con il rischio geopolitico che ha ulteriormente alimentato il posizionamento “risk-off”. I futures sul Dow Jones hanno ceduto lo 0,65% a circa 52.440, con i futures sull’S&P 500 in calo dello 0,88% in area 7.510 e i futures sul Nasdaq 100 in flessione dell’1,69% a circa 28.730. Reuters ha riportato che l’Iran avrebbe detto alla milizia Houthi dello Yemen di essere pronta a chiudere la rotta petrolifera del Mar Rosso nel caso in cui gli Stati Uniti colpissero le infrastrutture energetiche iraniane; Tasnim ha riferito di esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm e Ahvaz, mentre forti boati sono stati avvertiti anche in Kuwait e fino a Bassora.
Nella seduta cash di giovedì, la debolezza dei titoli dei semiconduttori ha pesato sui benchmark USA. Il Nasdaq Composite ha perso l’1,4%, mentre l’S&P 500 è sceso dello 0,51% e il Dow Jones Industrial Average ha limato lo 0,2%. Dopo la chiusura, le azioni Netflix sono scese di oltre il 9% nell’after-hours dopo la diffusione dei risultati, aggiungendo pressione al sentiment complessivo.
Volatilità dell’energia e strategie su derivati
Con le tensioni geopolitiche in aumento in Medio Oriente e il riemergere delle minacce alla rotta commerciale del Mar Rosso, dobbiamo prepararci a un brusco incremento della volatilità energetica. Storicamente, le interruzioni lungo questo corridoio marittimo strategico hanno spinto il Brent a rialzi del 5%-10% nell’arco di pochi giorni, in modo analogo agli shock di offerta osservati a fine 2023, quando i noli globali raddoppiarono. Per capitalizzare su questo scenario, raccomandiamo ai trader di derivati di accumulare opzioni call a breve scadenza sui futures del greggio oppure di entrare in posizioni lunghe su energy swap per coprirsi da improvvisi congelamenti dell’offerta.
Debolezza del settore tech e posizionamento difensivo
Il forte sell-off dei titoli dei semiconduttori e le deludenti trimestrali tech nel post-mercato indicano che il momentum si sta spostando lontano dalle azioni growth. I futures sul Nasdaq 100 sono particolarmente sensibili a queste correzioni del comparto tecnologico, registrando storicamente drawdown medi del 5%-8% durante i ritracciamenti legati alle trimestrali nelle stagioni estive più volatili. Nelle prossime settimane, suggeriamo di utilizzare put protettive su fondi che replicano gli indici tech oppure di impiegare bear put spread per attenuare ulteriori ribassi sui nomi tech ad alto beta.
In attesa del dato preliminare dell’Indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, qualsiasi lettura deludente potrebbe innescare una più ampia fuga verso la sicurezza. In passati periodi di stress geopolitico combinato con bassa fiducia dei consumatori, l’indice di volatilità VIX è storicamente balzato di oltre il 15% nell’arco di una singola settimana di contrattazioni. Dovremmo valutare l’acquisto di call VIX a breve scadenza per beneficiare del previsto aumento dell’avversione al rischio e della conseguente rivalutazione dei premi per il rischio azionario.
Sebbene il Dow Jones Industrial Average “blue chip” resti più resiliente rispetto ai corrispettivi più esposti al tech, non è immune da un deleveraging generalizzato del mercato se i costi energetici dovessero impennarsi. Se i futures sul Dow dovessero rompere al ribasso il livello di supporto critico di 52.000, consigliamo di aprire posizioni short sui futures del Dow oppure di acquistare put su ETF che replicano il Dow. Questo approccio tattico consentirà di proteggere i portafogli, sfruttando al contempo l’attuale ondata di incertezza macro.
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