I future sul Dow Jones sono scesi dello 0,17% a circa 51.780 nelle contrattazioni europee di giovedì. I future sull’S&P 500 hanno ceduto lo 0,34% a circa 7.750, mentre i future sul Nasdaq 100 hanno lasciato sul terreno lo 0,5% a ridosso di 30.610. Il movimento ha fatto seguito a dati PMI di S&P Global superiori alle attese, che hanno evidenziato nuovi ordini solidi insieme a massimi pluriennali dell’inflazione dei prezzi degli input e degli output, alimentando le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi della Federal Reserve prima della fine dell’anno.
Il repricing sui tassi è stato rapido, con la probabilità implicita di un aumento Fed di 25 punti base a ottobre salita a quasi il 69% dal 55,4% del giorno precedente. L’attenzione si sposta ora sul report settimanale statunitense delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (Initial Jobless Claims) per indicazioni sullo slancio del mercato del lavoro, dopo una debole seduta cash di mercoledì in cui il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,68%, l’S&P 500 ha perso lo 0,75% e il Nasdaq Composite è arretrato dell’1,13%, trascinato al ribasso da servizi di comunicazione, utility e beni di consumo discrezionali. Sul fronte materie prime, il petrolio ha risentito di potenziali pressioni rialziste poiché la diplomazia USA-Iran è rimasta incerta: Teheran ha ribadito la propria posizione sul nucleare e ha avvertito che potrebbe limitare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz finché resteranno in vigore sanzioni e blocchi statunitensi.
Posizionamento su derivati azionari e sui tassi
Con i future azionari USA in calo e l’S&P 500 reduce dalla peggior discesa giornaliera dell’ultimo mese, riteniamo che i trader di derivati debbano dare immediata priorità a un posizionamento difensivo. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza su Nasdaq 100 e S&P 500 per coprirsi da ulteriori ribassi azionari legati a un’inflazione persistente. I dati storici mostrano che, quando l’S&P 500 scende sotto le proprie medie mobili di breve periodo in contesti di alta inflazione, la volatilità azionaria tende in genere ad aumentare del 15%-20% nelle settimane successive.
Il balzo improvviso della probabilità di rialzo a ottobre a quasi il 69% implica un adeguamento delle strategie sui derivati dei tassi. I trader dovrebbero valutare posizioni short sui future sui Fed Funds oppure l’acquisto di opzioni call sui rendimenti SOFR (Secured Overnight Financing Rate) per beneficiare di questo irrigidimento in chiave hawkish. Storicamente, quando i prezzi degli input del PMI toccano massimi pluriennali, la banca centrale ha effettivamente proseguito con la stretta in oltre l’80% dei casi, rendendo in questa fase particolarmente interessanti le coperture contro un rialzo dei tassi.
Strategie sui mercati energetici in presenza di rischio geopolitico
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente richiedono un posizionamento rialzista sui derivati energetici. Con l’Iran che minaccia di restringere l’accesso allo Stretto di Hormuz—un passaggio vitale che movimenta circa il 20% dei consumi petroliferi giornalieri mondiali—i future sul greggio appaiono pronti a un breakout. Suggeriamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money su Brent o WTI per trarre profitto da un possibile spike dei prezzi del 10% guidato da shock di offerta.
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