I dati sull’occupazione nel Regno Unito indicano un mercato del lavoro più debole e un raffreddamento delle pressioni salariali, riducendo la probabilità che l’aumento dei prezzi dell’energia inneschi una nuova risalita dell’inflazione. La crescita dei salari nel settore privato sembra aver toccato un minimo al 2,9%, o al 3,3% una volta rimossi gli effetti compositivi: un ritmo in linea con la valutazione della Bank of England su ciò che è coerente con l’obiettivo di inflazione al 2%.
I dati suggeriscono che il mercato del lavoro è molto meno teso rispetto alla fase dello shock ucraino di quattro anni fa, riducendo il rischio di effetti inflazionistici di secondo giro. Pur restando possibile un rialzo dei tassi più avanti quest’anno se i prezzi dell’energia dovessero rimanere elevati, lo scenario centrale è di tassi invariati, con un voto 6-3 a favore della conferma questa settimana e tassi fermi anche nel corso del prossimo anno.
Trend del mercato del lavoro e prospettive dell’inflazione
Dai più recenti dati sul lavoro nel Regno Unito emerge un segnale chiaro: si sta attenuando la pressione sulla Bank of England affinché modifichi i tassi. Con la crescita dei salari nel settore privato stabilizzata nell’intervallo 2,9%-3,3%, le dinamiche del lavoro risultano ora pienamente allineate con l’obiettivo di inflazione al 2% della banca centrale. Questo raffreddamento, unito alla recente risalita del tasso di disoccupazione al 4,2%, indica che il rischio di una nuova impennata dell’inflazione è molto contenuto.
Implicazioni per i trader e posizionamento di mercato
Per i trader di derivati, questo contesto favorisce un posizionamento che scommette su una pausa prolungata dei tassi, più che sulla preparazione a rialzi improvvisi. Suggeriamo di focalizzarsi sui futures sui tassi d’interesse a breve termine in sterline (STIR), in particolare impostando strategie in vista di una stabilità dei contratti SONIA man mano che il mercato ridimensiona le aspettative di cambiamenti di politica monetaria nel breve. A differenza del periodo di forte volatilità del 2022, quando l’inflazione nel Regno Unito raggiunse il massimo storico dell’11,1%, l’attuale stabilità strutturale implica oscillazioni molto meno marcate sui mercati obbligazionari.
Raccomandiamo inoltre di considerare i futures sui gilt britannici a medio termine, poiché la stabilizzazione dei rischi inflazionistici dovrebbe limitare le pressioni al rialzo sui rendimenti. Inoltre, ci aspettiamo una minore volatilità delle opzioni sulla sterlina nelle prossime settimane, grazie a un percorso di politica monetaria più prevedibile. I trader possono trarne vantaggio implementando strategie range-bound o vendendo premio su contratti GBP/USD e GBP/EUR.
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