I beni reali in rally mentre gli acquisti di oro delle banche centrali, i deficit di offerta e il debito alimentano l’impennata delle materie prime

by VT Markets
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Sep 1, 2026

I prezzi degli hard asset sono balzati per tutto agosto 2026 su metalli ed energia. L’argento è salito da circa 54 dollari l’oncia a quasi 70, un rialzo di quasi il 30% in poche settimane, mentre l’oro è passato da sotto 4.000 a oltre 4.700 dollari, guadagnando più di 700 dollari, ovvero circa il 18%, in meno di quattro settimane. Il rame ha toccato 14.343 dollari per tonnellata metrica al London Metal Exchange, vicino ai massimi record, e il Brent è tornato a scambiare sopra 90 dollari al barile. Nel secondo trimestre le banche centrali hanno acquistato un netto di 289 tonnellate di oro, +62% su base annua e il Q2 più forte mai registrato, mentre la domanda complessiva di oro nel primo semestre ha raggiunto 2.522 tonnellate per un valore record di 380 miliardi di dollari; il tutto in concomitanza con il debito nazionale statunitense oltre i 40.000 miliardi di dollari.

Sono stati citati anche vincoli dell’offerta su diverse commodity. L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) prevede che la domanda di rame aumenti di circa 7 milioni di tonnellate entro il 2040, e continua a stimare un gap di offerta intorno al 25% entro il 2035 sulla base dei progetti attuali. Sul petrolio, la Strategic Petroleum Reserve degli Stati Uniti è scesa a 286,6 milioni di barili, il livello più basso da novembre 1982. In campo agricolo, l’indice FAO dei prezzi alimentari delle Nazioni Unite è salito a 131,1 punti a luglio, mentre il suo indice dei cereali è aumentato del 3,4% su base mensile e del 6,9% su base annua, insieme a perturbazioni meteo e rischi sulle rotte commerciali che colpiscono colture chiave.

Regime macro unificato degli hard asset e opportunità di trading

Stiamo assistendo a una svolta storica: gli hard asset non si muovono più come spike isolati, ma come un regime macro unificato. I trader di derivati dovrebbero prepararsi immediatamente a una volatilità prolungata puntando sui breakout nei preziosi. Con l’argento che di recente è balzato verso 70 dollari e l’oro che ha superato 4.700, il momentum suggerisce che siamo nelle fasi iniziali di un enorme evento di riprezzamento.

La nostra view è supportata da una forte domanda istituzionale: nel secondo trimestre le banche centrali hanno acquistato un record di 289 tonnellate di oro per diversificare lontano dagli asset cartacei. Questo massiccio accumulo arriva mentre il debito nazionale USA ha ufficialmente superato la soglia dei 40.000 miliardi di dollari. Raccomandiamo di utilizzare opzioni call di lungo periodo sui metalli preziosi come copertura contro questa svalutazione sistemica delle valute fiat.

Metalli, energia e agricoltura: posizionarsi per la prossima gamba rialzista

Dobbiamo guardare anche ai metalli industriali come il rame, che di recente è schizzato verso massimi storici intorno a 14.343 dollari per tonnellata metrica al London Metal Exchange. L’IEA prevede un’impennata della domanda di rame, con un gap di offerta stimato al 25% entro il 2035 a causa dell’intelligenza artificiale e dell’espansione delle reti elettriche. I trader possono sfruttare questa stretta sul fisico utilizzando bull call spread sui futures del rame per catturare il potenziale rialzo.

Nel comparto energia, il Brent è risalito sopra 90 dollari al barile mentre la Strategic Petroleum Reserve statunitense si è ridotta a soli 286,6 milioni di barili, il minimo da novembre 1982. Questo spike energetico fungerà da potente moltiplicatore dei costi per estrazione mineraria, manifattura e trasporti. Suggeriamo di entrare long sul greggio per beneficiare di questa inflazione “cost-push” a cascata.

Nel frattempo, le commodity agricole stanno rompendo al rialzo in modo silenzioso, con l’indice ONU dei prezzi alimentari in crescita a 131,1 punti in un contesto di perturbazioni meteo globali. Gravi siccità in Europa e ritardi dei raccolti in Africa occidentale indicano minacce immediate all’offerta per cereali chiave. I trader di derivati dovrebbero aprire ora posizioni long sui futures agricoli, prima che il mercato più ampio prezzI pienamente queste carenze alimentari.

Nelle prossime settimane sconsigliamo di aspettare un ritracciamento dei prezzi, perché i maggiori guadagni nei bull market secolari si realizzano mentre la folla è ancora esitante. I trader dovrebbero entrare in modo graduale su opzioni strutturate lungo l’intero complesso delle commodity per gestire il rischio mantenendo esposizione al rialzo. La finestra per intercettare questi trend macro generazionali è aperta adesso.

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