Gli ultimi verbali del FOMC hanno assunto un tono hawkish, sebbene siano stati pubblicati prima del più debole rapporto sull’occupazione di settembre e dei risultati sull’inflazione più contenuti registrati da allora. L’aspettativa centrale resta che la Fed lasci i tassi invariati questo mese, con il rapporto sull’inflazione di settembre previsto mostrare un dato core mensile pari a 0,2% o inferiore. Tale previsione sostiene la tesi che, per ora, la politica monetaria possa rimanere in pausa.
Riposizionamento del mercato e dinamiche del mercato obbligazionario
Se l’inflazione core dovesse risultare superiore alle attese, i mercati potrebbero rapidamente riprezzare la probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre, spingendo potenzialmente il dollaro fuori dal range di negoziazione in vigore dall’estate del 2025. Lo scenario di base presuppone inoltre una stabilizzazione dei mercati obbligazionari e ricadute limitate dai picchi dei prezzi dell’energia, condizioni che ridurrebbero il recente sostegno al rally del dollaro.
Fattori politici e prospettive per il dollaro
L’attenzione si sta spostando anche sulle elezioni di midterm di inizio novembre, dove la prospettiva di uno stallo al Congresso viene indicata come un fattore che potrebbe pesare sul biglietto verde, limitando nuove misure di spesa o interventi fiscali.
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