La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha affermato che il principale rischio sull’inflazione è una “mentalità inflazionistica”, sostenendo che il pubblico ha sperimentato per un periodo prolungato una crescita dei prezzi sopra il target. Ha detto che la banca centrale deve ancora compiere progressi nel percorso di disinflazione e ha mantenuto l’attenzione sul mantenimento di tassi ufficiali restrittivi, indicando al contempo fattori dal lato della domanda — come la spesa dei consumatori e gli investimenti in conto capitale — quali fonti di pressione ancora presenti. Ha inoltre aggiunto che la crescita ha retto bene e che il mercato del lavoro resta stabile, ma ha avvertito che l’incapacità di ridurre l’inflazione potrebbe spostare le aspettative.
Sul mercato FX, il dollaro USA è risultato più forte contro il franco svizzero, in rialzo dello 0,15%, mentre è sceso dello 0,99% rispetto allo yen giapponese ed è arretrato dello 0,10% contro l’euro. La sterlina è salita dello 0,19% contro il dollaro, e il biglietto verde ha guadagnato lo 0,10% contro il dollaro canadese. La Fed punta a un’inflazione al 2% e tiene otto riunioni di politica monetaria all’anno tramite il FOMC, composto da 12 funzionari. Può anche ricorrere a QE o QT; il QE è stato impiegato durante la crisi del 2008 e tende a indebolire il dollaro, mentre il QT è in genere di supporto alla valuta.
Aspettative di volatilità e politica delle banche centrali
Dovremmo prepararci a un periodo di volatilità prolungata nei mercati obbligazionari e valutari, mentre le banche centrali mantengono un orientamento restrittivo (hawkish). Alla luce degli avvertimenti su una persistente mentalità inflazionistica, ci aspettiamo che la Federal Reserve mantenga i tassi in territorio restrittivo più a lungo di quanto il mercato attualmente preveda. Questo disallineamento tra le attese del mercato e la determinazione delle banche centrali suggerisce che gli operatori sui derivati dovrebbero coprirsi contro improvvisi spostamenti verso l’alto della curva dei rendimenti.
I dati economici più recenti supportano questo approccio prudente: la spesa dei consumatori negli Stati Uniti è aumentata dello 0,5% a fine 2024 ed è rimasta resiliente nel corso dell’attuale ciclo. Inoltre, con l’inflazione core “appiccicosa” intorno al 2,7% e il mercato del lavoro che rimane storicamente teso, con la disoccupazione in area 4,1%, si è indebolita la tesi a favore di tagli aggressivi dei tassi. Riteniamo che posizionarsi in ottica “higher-for-longer” sui futures sui tassi a breve, come i contratti SOFR, offra un profilo rischio-rendimento prudente nelle prossime settimane.
Opportunità di trading nei mercati valutari e dei derivati
Consigliamo inoltre ai trader di monitorare con attenzione le opzioni sul Dollar Index (DXY) per sfruttare potenziali oscillazioni valutarie. Storicamente, quando la Fed mantiene un’impostazione restrittiva mentre altre banche centrali iniziano ad allentare, il biglietto verde beneficia di forti afflussi di capitale. Potremmo considerare posizioni lunghe in opzioni call sul dollaro USA contro valute come euro o yen, soprattutto mentre la crescita economica europea continua a restare indietro rispetto a quella statunitense.
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