La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha dichiarato che l’inflazione statunitense resta elevata e ha avvertito che pressioni sui prezzi persistenti potrebbero rendere più difficile tornare all’obiettivo della banca centrale. Ha affermato che la stabilità dei prezzi è responsabilità delle banche centrali e ha descritto lo scenario come caratterizzato da produzione e domanda solide, indicando però gli shock sul lato dell’offerta come una sfida per la politica monetaria. Hammack ha inoltre detto che i rischi sull’inflazione sono orientati al rialzo e ha avvertito che, quanto più a lungo l’inflazione resta sopra il target, tanto più diventa difficile riportare la crescita dei prezzi verso il basso.
Gli indicatori di mercato hanno interpretato le sue dichiarazioni come “hawkish”, sebbene leggermente meno dure del solito. Il FXS Speechtracker ha valutato l’intervento 7,4/10 contro una media storica di 7,6/10, mentre il FXS Fed Sentiment Index è sceso di 0,46 punti a 148,18, comunque ben al di sopra del livello neutrale di 100. Il dollaro USA ha reagito poco: l’US Dollar Index (DXY) era in rialzo dello 0,14% a circa 101,25 e lo strumento CME FedWatch indicava la probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre intorno al 71%, in aumento da circa il 55% di una settimana prima.
Prepararsi a una volatilità più elevata mentre l’inflazione persiste
Dovremmo prepararci a un aumento della volatilità nei mercati valutari e dei tassi, mentre la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack avverte che un’inflazione persistente potrebbe ritardare il ritorno al target del 2%. Con l’US Dollar Index in area 101,25, il biglietto verde mostra una forza resiliente contro le principali valute. Questo orientamento restrittivo (“hawkish”) suggerisce di posizionare i portafogli per uno scenario di tassi “più alti più a lungo” nelle prossime settimane.
Posizionarsi per una Fed aggressiva: strategie di trading e copertura
Per coprirci da questi rischi di inflazione al rialzo, dovremmo considerare future e opzioni sui tassi a breve termine per proteggerci da ulteriori sorprese restrittive. Le attuali valutazioni di mercato tramite il CME FedWatch mostrano che i trader hanno aumentato la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi alla prossima riunione al 71%, in forte crescita rispetto al 55% di appena una settimana fa. Storicamente, quando la Fed mantiene un’impostazione di politica monetaria restrittiva, il dollar index ha mostrato un momentum rialzista sostenuto, simile al balzo dell’8% registrato durante il ciclo di inasprimento di fine 2022.
Dovremmo inoltre osservare con attenzione il mercato delle opzioni, dove la volatilità implicita sugli incroci USD resta relativamente bassa nonostante la retorica “hawkish”. Questo gap di prezzo offre un punto d’ingresso opportunistico per acquistare call USD a protezione o strutturare strategie spread rialziste. Inoltre, con i recenti dati dell’indice dei prezzi al consumo che mostrano un’inflazione core ancora vischiosa al 2,6% su base annua, lo scenario macroeconomico supporta pienamente questo posizionamento difensivo.
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