La propensione al rischio si è rafforzata dopo i commenti del Segretario al Tesoro USA Scott Bessent, secondo cui un nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere vicino: un elemento che i mercati interpretano come una riduzione del rischio di interruzioni dell’offerta in Medio Oriente. I prezzi del petrolio sono scesi di conseguenza, mentre le azioni globali hanno esteso il rialzo con il miglioramento del sentiment. L’S&P 500 si è spinto su un nuovo massimo storico, scambiando comodamente sopra 7.600 punti, e anche gli altri principali indici si sono rafforzati. Lo yen giapponese resta debole, con USD/JPY ancora su livelli che mantengono gli operatori in allerta per possibili interventi delle autorità giapponesi.
Le criptovalute hanno sottoperformato il più ampio movimento “risk-on”: Bitcoin e le principali altcoin restano sotto pressione anche mentre l’azionario aggiorna i record, segnalando che i flussi stanno privilegiando i mercati tradizionali. Il calendario prevede il tasso di disoccupazione della Nuova Zelanda mercoledì 05 agosto alle 00:45 CET, seguito dal report USA sui Non-Farm Payrolls (NFP) venerdì 07 agosto alle 14:30 CET insieme al tasso di disoccupazione canadese allo stesso orario. Le tendenze attuali indicano azioni in rialzo, USD più debole, petrolio più basso e oro e argento più tonici, mentre le crypto restano laterali.
Strategie su derivati in un mercato risk-on
Raccomandiamo ai trader di derivati di puntare con decisione sull’attuale momentum “risk-on”, mentre i listini globali si portano su livelli storici. Con l’S&P 500 che ha recentemente superato la soglia storica di 7.600 punti—un balzo significativo rispetto ai livelli del 2024 e del 2025—il trend rialzista appare ben consolidato. Per chi è già long su derivati azionari, suggeriamo di alzare progressivamente gli stop-loss (trailing) per cristallizzare i profitti mantenendo al contempo l’esposizione a ulteriori rialzi.
La flessione del petrolio, alimentata dalle speranze di un accordo USA-Iran citato dal Segretario al Tesoro Scott Bessent, offre opportunità di trading tattico. Consigliamo ai trader di derivati di valutare posizioni short o opzioni put sul greggio, mentre il Brent mette alla prova aree di supporto inferiori in zona 70 dollari. È però necessario restare vigili: un improvviso deterioramento dei colloqui diplomatici potrebbe innescare un rapido e volatile spike rialzista sulle commodity energetiche.
Sul fronte valutario, l’indebolimento del dollaro USA e la fragilità dello yen richiedono un posizionamento prudente. Riteniamo opportuno monitorare da vicino USD/JPY, che scambia vicino a livelli critici in cui storicamente le autorità giapponesi sono intervenute con operazioni massicce da diversi miliardi di dollari. Stop-loss stretti o opzioni knock-out possono aiutare a gestire l’elevata volatilità che tipicamente segue gli interventi ufficiali sul cambio.
Il calendario macro è denso di dati “market mover”, a partire oggi dal tasso di disoccupazione della Nuova Zelanda e, venerdì, dai Non-Farm Payrolls statunitensi. Storicamente, le buste paga USA generano ampie oscillazioni, con il consenso che si attende circa 150.000–180.000 nuovi posti di lavoro questo mese. Suggeriamo di ridurre la leva o coprire l’esposizione al dollaro in vista della pubblicazione di venerdì alle 14:30 CET, per evitare di rimanere esposti a improvvise espansioni degli spread.
Divergenze tra crypto e metalli preziosi
In modo sorprendente, osserviamo criptovalute in fase laterale, segnale che al momento il capitale sta privilegiando gli asset tradizionali rispetto a quelli digitali. Nel frattempo, oro e argento mantengono un momentum positivo, fungendo da coperture relativamente stabili nonostante il contesto “risk-on”. I trader possono sfruttare questa divergenza costruendo posizioni long sui metalli preziosi, restando invece neutrali su Bitcoin finché non romperà al rialzo l’attuale range.
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