L’oro (XAU/USD) è rimbalzato nelle prime contrattazioni asiatiche di mercoledì da un minimo di otto settimane, portandosi intorno a 4.180 dollari, ma i guadagni sono rimasti contenuti poiché l’inflazione alimentata dal petrolio ha mantenuto le aspettative orientate verso una politica più restrittiva della Federal Reserve. L’attenzione del mercato è rimasta sul percorso dei tassi USA, con un Dollaro più forte, rendimenti dei Treasury elevati e prezzi dell’energia in aumento a sostegno della tesi di ulteriori strette. Il rendimento del Treasury trentennale USA è salito sopra il 5,61%, ai massimi dal 2002, mentre il biennale è sceso fino a cinque punti base prima di stabilizzarsi vicino al 4,88%. Il ruolo dell’oro come copertura dall’inflazione è stato bilanciato dal costo-opportunità di detenere un asset privo di rendimento in un contesto di tassi elevati.
Gli operatori attendevano mercoledì l’indice dei prezzi PCE di agosto negli Stati Uniti e il report NFP in uscita venerdì, poiché dati sul lavoro più deboli potrebbero mettere pressione sul dollaro e fornire supporto nel breve alle materie prime denominate in dollari. Sul piano grafico, XAU/USD è rimasto sotto la SMA a 100 giorni e sotto la mediana delle Bande di Bollinger, con l’RSI a 40,11 ancora in territorio ribassista ma lontano dai livelli di ipervenduto. Le resistenze sono viste sulla SMA a 100 giorni in area 4.295 dollari, poi a 4.325, con la banda superiore a 4.490, mentre il supporto si colloca intorno a 4.165; una rottura potrebbe accentuare la correzione dopo il rimbalzo da sotto 4.100 dollari.
Raccomandazioni di trading e gestione del rischio
Raccomandiamo ai trader di derivati di muoversi con cautela sulle posizioni long nonostante il recente rimbalzo dell’oro a 4.180 dollari. Pur in recupero da un minimo di otto settimane, l’impostazione tecnica di fondo resta ribassista, dato che i prezzi rimangono sotto la media mobile semplice a 100 giorni a 4.295 dollari. Per gestire il rischio, possiamo valutare l’impostazione di put di breve termine oppure stop-loss stretti appena sopra il supporto immediato a 4.165 dollari.
Impatto della politica monetaria e suggerimenti di strategia
Occorre monitorare con attenzione il comparto energetico, dove l’aumento dei prezzi del petrolio mantiene elevata l’inflazione e alimenta le attese di una politica monetaria più restrittiva. Questo contesto ha spinto il rendimento del Treasury trentennale USA al 5,61%, un livello di costo del denaro che ricalca pressioni macroeconomiche viste l’ultima volta nel 2002. Di conseguenza, dobbiamo prepararci a una Federal Reserve orientata a mantenere i tassi “più alti più a lungo”, aumentando il costo-opportunità di detenere oro privo di cedola e limitandone il potenziale rialzista.
Nelle prossime settimane, suggeriamo l’uso di strategie opzionali straddle o strangle per sfruttare la volatilità attesa in vista dei dati USA su inflazione PCE e occupazione. Un report sul mercato del lavoro più debole delle attese potrebbe rapidamente indebolire il Dollaro USA e riportare l’oro verso la mediana delle Bande di Bollinger a 4.325 dollari. Al contrario, se gli indicatori d’inflazione dovessero restare “caldi”, è plausibile una rottura decisa sotto 4.165 dollari, che aprirebbe spazio a posizioni short potenzialmente molto redditizie.
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