L’oro è sceso a circa 4.215 dollari nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì, mentre un Dollaro USA più forte e i messaggi hawkish della Federal Reserve hanno pesato sul metallo prezioso. Le attese sui tassi si sono irrigidite dopo l’aumento di un quarto di punto di settembre del tasso di riferimento, con i policymaker che hanno indicato che potrebbero essere necessari ulteriori inasprimenti per contrastare un’inflazione elevata. Rendimenti più alti tendono a penalizzare l’oro perché, a differenza degli asset fruttiferi, non offre alcun flusso cedolare.
I mercati hanno inoltre assorbito il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente, che ha sostenuto il petrolio, mentre il pricing implicava che la probabilità di un rialzo a ottobre è salita oltre il 70% con il rafforzamento dell’USD. Sul fronte grafico, XAU/USD è rimasto impostato al ribasso con i prezzi sotto la media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e la banda centrale di Bollinger; l’Indice di Forza Relativa (RSI) si attestava a 39,9. La resistenza era indicata in area 4.300 dollari sulla SMA a 100 giorni, poi intorno a 4.340 dollari sulla linea mediana delle Bollinger, con 4.462 dollari sulla banda superiore, mentre il supporto si collocava vicino a 4.218 dollari sulla banda inferiore.
Prospettive ribassiste per l’oro tra Fed hawkish e dollaro forte
Con l’oro che oggi ha rotto al ribasso il livello chiave di supporto a 4.218 dollari, raccomandiamo ai trader in derivati di adottare un’impostazione prevalentemente ribassista nelle prossime settimane. La combinazione di un dollaro USA forte e di una probabilità superiore al 70% di un rialzo dei tassi a ottobre crea un contesto particolarmente sfidante per un metallo privo di rendimento. Storicamente, quando la Federal Reserve mantiene una politica fortemente restrittiva, i prezzi dell’oro subiscono una pressione ribassista persistente, poiché gli asset con rendimento diventano più attraenti.
Suggeriamo di utilizzare posizioni short sui futures sull’oro o di acquistare opzioni put at-the-money per sfruttare questo momentum discendente. Poiché l’RSI si colloca a 39,9, il mercato mostra un affievolimento della spinta rialzista senza essere ancora pienamente in ipervenduto. Questo assetto tecnico indica che c’è ancora ampio margine perché i prezzi scendano ulteriormente prima di individuare un vero minimo.
Gestione del rischio e monitoraggio dei driver di mercato
Per gestire il rischio, è necessario tenere sotto stretta osservazione i livelli di resistenza immediati sulla media mobile semplice a 100 giorni in area 4.300 dollari e sulla banda centrale di Bollinger a 4.340 dollari. I trader dovrebbero inserire ordini di stop-loss appena sopra questi riferimenti di resistenza per proteggersi da eventuali improvvisi short squeeze innescati da sviluppi geopolitici inattesi. Se il prezzo non riuscisse a riconquistare rapidamente l’area dei 4.218 dollari, ci attendiamo un’accelerazione della correzione più profonda.
Occorre inoltre monitorare con attenzione i mercati energetici e i rendimenti dei Treasury, che restano i principali fattori di oscillazione per la valutazione dell’oro. Un rialzo del petrolio dovuto alle tensioni in Medio Oriente potrebbe spingere temporaneamente verso l’alto le aspettative di inflazione, costringendo la Fed a rimanere hawkish ancora più a lungo. Finché non si osserverà un chiaro allentamento del dollaro USA o dei rendimenti obbligazionari, il percorso di minore resistenza per il metallo giallo rimane fortemente inclinato al ribasso.
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