L’oro è salito di oltre l’1,40% venerdì, mentre i rendimenti dei Treasury USA si sono allentati e il dollaro si è indebolito, con XAU/USD scambiato a 4.194 $ dopo un rimbalzo dal minimo intraday di 4.130 $ e un movimento verso 4.200 $. I dati USA hanno indicato una fiducia delle famiglie più debole: l’Indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per ottobre è sceso a 46,3 da 48,1, sotto la previsione di 47,6, mentre le aspettative d’inflazione a 1 anno sono salite marginalmente dal 4,6% al 4,7% e la componente a 5 anni è aumentata dal 3,4% al 3,5%. I mercati hanno in larga misura scontato un intervento a ottobre, assegnando una probabilità dell’81% che i tassi restino nel range 3,75%–4%; hanno inoltre prezzato una probabilità dell’81% di un rialzo di 25 punti base a dicembre, sulla base dei dati Prime Terminal.
Movimenti di mercato e livelli tecnici
I movimenti più tardi nella sessione sono stati contenuti, con il rendimento del T-note USA a 10 anni in aumento di 1,3 punti base a 5,248%, mentre l’US Dollar Index (DXY) ha guadagnato lo 0,18% a 102,30. Il rischio geopolitico è rimasto al centro dell’attenzione, con il perdurare delle ostilità nell’area di Hormuz e notizie di mine a Bab el Mandab. Sul piano tecnico, l’oro ha sondato un massimo a 4.207 $, con l’RSI in rialzo ma ancora sotto 50; una chiusura settimanale sopra 4.200 $ porterebbe in evidenza la resistenza della SMA a 100 giorni (4.260 $), poi la SMA a 50 giorni (4.335 $), 4.500 $ e la SMA a 200 giorni (4.529 $), mentre il supporto si colloca a 4.150 $, 4.100 $, 4.050 $ e sul minimo del 29 luglio a 3.996 $.
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