Gli ordini industriali tedeschi non destagionalizzati sono aumentati del 6,2% su base annua a maggio, accelerando rispetto all’1,6% precedente. I dati indicano un ritmo più sostenuto della domanda in entrata per i produttori rispetto al periodo precedente.
Il dato di maggio segna un netto miglioramento rispetto alla rilevazione precedente e suggerisce flussi di ordini più solidi nel breve termine. Poiché la serie è pubblicata su base non destagionalizzata, i confronti mese su mese possono risentire di effetti di calendario; tuttavia, la crescita tendenziale resta al 6,2% contro l’1,6%.
Segnali di ripresa industriale e implicazioni per gli investimenti
Il balzo significativo degli ordini industriali tedeschi al 6,2% dall’1,6% rappresenta un segnale forte di ripresa del comparto industriale. Lo interpretiamo come un chiaro indicatore di rafforzamento della domanda nell’economia core dell’Eurozona. Questa sorpresa al rialzo impone una revisione delle aspettative sulla traiettoria di crescita europea nella seconda metà dell’anno.
Alla luce di questa forza, ci stiamo posizionando per un rally dell’azionario europeo, in particolare dell’indice tedesco DAX. Il DAX ha già guadagnato oltre il 4% nell’ultimo mese, superando la soglia dei 19.000 punti, e questo dato può alimentare ulteriori rialzi. Riteniamo che le opzioni call sui future del DAX o ETF collegati al settore industriale offrano un profilo rischio/rendimento favorevole nelle prossime settimane.
Questa robustezza economica probabilmente spingerà la Banca Centrale Europea a mantenere un orientamento più “hawkish”. Con l’ultimo dato sull’inflazione HICP dell’Eurozona per giugno stabile al 2,4%, sopra il target della BCE, le aspettative di tagli dei tassi dovrebbero ridursi. Di conseguenza, ci aspettiamo che i rendimenti dei titoli tedeschi continuino a salire, rendendo interessanti posizioni corte sui future del Bund come copertura.
Impatto sulle valute, volatilità e note di cautela
Il rinnovato slancio dell’economia tedesca dovrebbe fornire un forte vento in poppa all’euro. Privilegiamo posizioni lunghe sull’EUR, in particolare contro valute con banche centrali più accomodanti. L’EUR/USD ha recentemente superato la resistenza di 1,1000 e questo dato supporta un ulteriore movimento al rialzo nelle prossime settimane.
Tuttavia, segnaliamo che la volatilità di mercato, misurata dall’indice VSTOXX, è scesa su minimi plurimensili intorno a 14. Ciò suggerisce che potrebbe emergere un certo grado di compiacenza, mentre il mercato prezza una ripresa lineare. Lo vediamo come un’opportunità per acquistare put a scadenza più lunga e a basso costo su ampi indici europei, come copertura di portafoglio contro shock inattesi.
Questo schema richiama le fasi di ripresa ciclica osservate dopo il 2020, in cui i settori industriale e manifatturiero hanno guidato i rialzi di mercato. Monitoreremo con attenzione le prossime pubblicazioni preliminari (flash) dei PMI a fine luglio: un dato forte confermerebbe che queste evidenze sono un trend e non un episodio isolato.
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