Il movimento Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, sta valutando l’introduzione di tariffe sulle navi commerciali che transitano nel Mar Rosso meridionale, secondo Reuters, dopo aver dichiarato la scorsa settimana un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita. Secondo quanto riferito, funzionari starebbero esaminando l’applicazione di oneri sulla maggior parte del traffico attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb, la porta d’accesso che collega il Mar Rosso meridionale al Golfo di Aden, anche se non è stata indicata alcuna tempistica di attuazione. Il report cita come obiettivi la creazione di un precedente per l’imposizione di prelievi sulle vie d’acqua internazionali e l’aumento della pressione sugli Stati Uniti.
I prezzi del petrolio sono saliti dopo le notizie, con il West Texas Intermediate in rialzo del 6,33% nella giornata a 83,32 dollari. Il WTI, o West Texas Intermediate, è un benchmark di greggio di origine statunitense scambiato tramite l’hub di Cushing. Tra i principali driver dei prezzi figurano domanda e offerta, interruzioni dovute a instabilità politica, guerre e sanzioni, e la politica produttiva definita dall’OPEC, un gruppo di 12 Paesi produttori che si riunisce due volte l’anno; l’OPEC+ aggiunge dieci Stati non-OPEC. I dati settimanali sulle scorte di API ed EIA possono muovere i prezzi: i report spesso risultano allineati, rientrando entro l’1% l’uno dall’altro nel 75% dei casi.
Strategia di trading in un contesto di maggiore volatilità
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi rapidamente in vista di una fase di elevata volatilità sui mercati energetici dopo le minacce Houthi nel Mar Rosso. Con il WTI già in rialzo di oltre il 6% a 83,32 dollari, il rischio geopolitico sta tornando rapidamente a riflettersi nelle quotazioni del petrolio. Dovremmo concentrarci sull’acquisto di opzioni call WTI a breve scadenza per cogliere questo improvviso slancio rialzista.
Storicamente, il passaggio di Bab el-Mandeb controlla circa il 12% di tutto il petrolio trasportato via mare, per un totale di quasi 9 milioni di barili al giorno. In passato, interruzioni in questo stretto corridoio, come quelle di fine 2023 e inizio 2024, hanno fatto impennare le tariffe di spedizione globali di oltre il 150% quasi da un giorno all’altro. Ci aspettiamo che queste nuove minacce di blocco creino colli di bottiglia simili dal lato dell’offerta, sostenendo prezzi del petrolio più elevati nelle prossime settimane.
Cogliere opportunità di mercato oltre il petrolio
Per gestire la volatilità implicita in aumento, suggeriamo di utilizzare bull call spread sul WTI anziché acquistare opzioni “nude”. Dovremmo inoltre monitorare da vicino i dati settimanali sulle scorte EIA, che potrebbero innescare brusche oscillazioni dei prezzi se le disponibilità domestiche dovessero mostrare cali inattesi. I trader potrebbero anche valutare posizioni lunghe sui futures sul Brent, dato che i mercati europei sono altamente sensibili alle interruzioni lungo questa specifica rotta commerciale.
Oltre al petrolio in sé, raccomandiamo di considerare derivati sul trasporto marittimo per coprirsi dall’aumento dei costi di nolo. L’acquisto di opzioni call su ETF del settore energetico è un altro modo efficace per ottenere esposizione a questa frizione geopolitica. È essenziale restare molto flessibili, perché qualsiasi effettiva applicazione di queste tariffe di transito potrebbe facilmente spingere il WTI verso la soglia dei 90 dollari.
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