GBP/USD sale per l’ottava seduta consecutiva: i dati USA più deboli penalizzano il dollaro, nel mirino la EMA a 200 giorni in area 1,3400

by VT Markets
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Jul 7, 2026

GBP/USD ha registrato otto chiusure giornaliere consecutive in rialzo, risalendo da area 1,3150 fino a mettere alla prova la EMA a 200 giorni, con la EMA a 50 giorni poco sotto e 1,3400 come livello superiore. Lunedì a Londra ha fatto base intorno a 1,3350 prima di spingersi fino a poco sotto 1,3400. Il movimento è proseguito nonostante i commenti hawkish della Fed e dati solidi sui servizi USA, lasciando il rialzo più simile a un riassorbimento guidato dal Dollaro che a una nuova rivalutazione della Sterlina.

La svolta ha preso slancio dopo il dato NFP di giugno a 57K contro attese oltre 100K, e i mercati dei tassi ora implicano probabilità di circa tre su quattro di una pausa a luglio. La politica britannica si è stabilizzata dopo le dimissioni del Primo Ministro il 22 giugno, con le candidature che aprono giovedì e si chiudono il 16 luglio, consentendo un esito senza contestazioni per insediare un nuovo leader già dal 17 luglio. La BoE ha lasciato i tassi al 3,75% il 18 giugno con un voto 7-2, con due membri favorevoli al 4,00%, mentre l’inflazione è al 2,8% e la Banca la vede sopra il 3% entro l’autunno. I principali rischi in calendario includono il Financial Stability Report alle 09:30 GMT di martedì, un intervento di un membro dell’MPC alle 14:15, i verbali del FOMC alle 18:00 di mercoledì e le richieste di sussidio di disoccupazione USA attorno a 220K alle 12:30 di giovedì; la resistenza è a 1,3400 quindi 1,3450 e 1,3500, con supporti a 1,3350, 1,3300, 1,3250 e 1,3150.

Driver del rally di GBP/USD

Abbiamo visto GBP/USD salire per sei sedute consecutive, in un movimento costante da area 1,2550 fino a testare la media mobile a 200 giorni intorno a 1,2750. Questo progresso si è verificato nonostante segnali macroeconomici contrastanti, suggerendo che la spinta rialzista non dipende solo da buone notizie per la Sterlina. Il movimento riguarda soprattutto un Dollaro USA che sembra perdere forza.

Il rally appare più legato all’indebolimento del Dollaro che a un’accelerazione della Sterlina. L’indice Core PCE di maggio della scorsa settimana è risultato al 2,6% su base annua, il livello più basso dall’inizio del 2021, raffreddando in modo significativo le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. I mercati dei tassi, secondo il CME FedWatch Tool, ora prezzano una probabilità vicina al 70% che la Fed mantenga i tassi invariati almeno fino alla riunione di settembre: un cambiamento marcato rispetto a poche settimane fa.

La dinamica interna della Sterlina resta quella di un’inflazione persistente e di una banca centrale che non può permettersi di allentare. L’ultimo dato CPI nel Regno Unito ha mostrato che l’inflazione dei servizi rimane “sticky” al 5,5%, mantenendo la pressione sulla Bank of England anche mentre l’inflazione headline è scesa. L’ultima decisione sui tassi si è chiusa con un voto 6-3 per mantenere i tassi al 4,50%, ma il fatto che tre membri abbiano votato per un rialzo evidenzia quanto la banca centrale sia vicina a tornare a irrigidire la politica monetaria.

Implicazioni operative e rischi evento

Per i trader di derivati, ciò suggerisce che vendere protezione al ribasso o strutturare operazioni con bias rialzista possa essere prudente. Riteniamo che la vendita di put out-of-the-money, ad esempio opzioni strike 1,2600 con scadenza a fine luglio, offra un modo per incassare premio esprimendo la view che il cross possa mantenere i guadagni recenti. La strategia beneficia sia del trend rialzista sia del decadimento temporale.

Gli eventi chiave di questa settimana potrebbero interrompere il trend, quindi occorre restare vigili. Il dato mensile del PIL del Regno Unito di venerdì è il primo test, seguito dal cruciale report sull’inflazione CPI USA il prossimo martedì. Un dato di inflazione USA sorprendentemente elevato è la minaccia più immediata per il rally in corso, perché riaccenderebbe rapidamente le ipotesi di un rialzo dei tassi Fed.

La resistenza è solida nell’area 1,2750, che include anche la media mobile a 200 giorni ed è stata un “tetto” negli ultimi due mesi. Il primo supporto passa intorno a 1,2700, con un livello più importante a 1,2650; una rottura sotto tale soglia metterebbe in discussione la nostra impostazione attuale. Fino ad allora, riteniamo sensato comprare sui cali purché resti intatta la narrativa fondamentale di un dollaro debole e di una Bank of England orientata in senso hawkish.

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