GBP/USD è salito leggermente fino a circa 1,3350 nelle prime contrattazioni asiatiche di venerdì, mentre il dollaro USA si indeboliva dopo un rapporto sul mercato del lavoro statunitense più debole. I mercati USA sono chiusi per l’Independence Day, con conseguente riduzione della liquidità. Il Bureau of Labor Statistics ha comunicato che i Nonfarm Payrolls sono aumentati di 57.000 unità a giugno, contro attese di 110.000, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2% dal 4,3% di maggio; un aggiornamento precedente ha mostrato che anche le buste paga del settore privato negli USA sono risultate inferiori alle aspettative.
Le attese sui tassi si sono spostate, poiché i mercati hanno ridotto la probabilità di una mossa a breve della Federal Reserve. Le quotazioni del CME FedWatch indicano una probabilità di quasi il 52% di un rialzo dei tassi USA entro settembre, in calo dal 66% precedente alla pubblicazione dei dati sul lavoro. Nel Regno Unito, l’attenzione resta sulla politica interna dopo le dimissioni di Keir Starmer della scorsa settimana, mentre gli analisti segnalano l’attenzione sul vaglio dei futuri bilanci per eventuali allentamenti delle regole fiscali finalizzati a finanziare una maggiore spesa pubblica. La Bank of England si riunirà più avanti questo mese e gli economisti prevedono nessuna variazione, anche se i mercati monetari indicano probabilità del 90% di un rialzo BoE entro fine anno, secondo Reuters.
Dati USA più deboli e divergenza tra banche centrali alimentano la volatilità di GBP/USD
Con i Nonfarm Payrolls USA attestatisi a sole 57.000 unità, ben al di sotto delle stime, l’ipotesi di un rialzo dei tassi della Federal Reserve nel breve periodo si è notevolmente indebolita. Questo mette il dollaro statunitense sulla difensiva, come già visto in fasi quali la fine del 2023, quando il rallentamento dei dati sul lavoro ha portato a una rapida riprezzatura della politica della Fed. La probabilità di un rialzo a settembre prezzata dal mercato è ora scesa a quasi il 50%, un calo significativo che dovrebbe continuare a pesare sul biglietto verde.
Questa divergenza tra una Fed prudente e una Bank of England orientata in senso restrittivo crea un contesto favorevole a un aumento della volatilità su GBP/USD. Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero valutare strategie di acquisto di volatilità, poiché l’incertezza politica nel Regno Unito potrebbe scontrarsi con la realtà economica. La volatilità implicita a un mese sulla coppia è già salita all’8,9% dal 7,5% dell’ultima settimana e ci aspettiamo che questa tendenza prosegua.
Inflazione, politica e posizionamento strategico su GBP/USD
Sul fronte britannico, la Bank of England è sotto pressione per intervenire a causa di un’inflazione persistente, attestatasi al 3,2% nell’ultima lettura su base annua. Il mercato prezza una probabilità del 90% di un rialzo entro fine anno, elemento che sostiene in modo strutturale la sterlina. Tuttavia, le recenti dimissioni di Keir Starmer e la conseguente corsa alla leadership laburista aggiungono un livello di rischio politico che non può essere trascurato.
Alla luce di questo contesto, stiamo consigliando un passaggio a strutture in derivati rialziste su GBP/USD che offrano anche protezione dal rischio di ribasso. Vediamo valore nell’acquisto di opzioni call con scadenza settembre e strike vicino a 1,3450. Questa posizione consente di beneficiare di un ulteriore indebolimento del dollaro USA mantenendo le perdite potenziali limitate al premio pagato.
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