GBP/JPY ha invertito la rotta martedì, in calo dello 0,24% mentre lo yen giapponese recuperava terreno contro la maggior parte delle valute G8, pur restando indietro rispetto al dollaro USA. Al momento della stesura, il cross scambiava a 216,51, dopo aver toccato in precedenza un massimo pluriennale a 217,22. Il movimento ha riportato la coppia sotto il precedente picco da inizio anno a 216,46, con un’azione dei prezzi che indica un possibile nuovo test di 216,00.
Sul piano tecnico, il bias rialzista più ampio è stato descritto come ancora intatto, ma la rottura sopra 217,00 è stata caratterizzata come un falso breakout. Per ristabilire lo slancio al rialzo, i livelli da monitorare includono 217,00 e il massimo di seduta a 217,22; oltre, entrano in vista 218,00 e poi 220,00. Sul lato opposto, i supporti citati erano il minimo del 6 luglio a 215,33 e 215,00, quindi la SMA a 50 giorni a 214,11 e la SMA a 100 giorni a 213,26. Altrove, la tabella delle performance settimanali indicava che lo yen era più forte contro il franco svizzero.
Rischio di intervento e dinamiche di mercato
Stiamo vedendo il GBP/JPY segnare un nuovo massimo pluriennale a 217,22, ma l’immediata inversione a 216,51 suggerisce che sia opportuna cautela. Queste prese di profitto sono probabilmente alimentate dalla crescente minaccia di un intervento delle autorità giapponesi sul mercato per sostenere lo yen. In questo contesto, posizioni long “pure” incorporano un rischio significativo di un ribasso improvviso e marcato nelle prossime settimane.
Il rischio di intervento è il tema dominante in questa fase. Le autorità giapponesi hanno ripetutamente avvertito che stanno monitorando i movimenti valutari e, con oltre 1,15 trilioni di dollari di riserve valutarie a giugno 2026, dispongono della capacità per un’operazione di ampia portata. Gli interventi storici, come quelli di fine 2022, mostrano che quando le autorità agiscono è del tutto possibile un calo improvviso di 5-7 yen in un solo giorno.
Dall’altro lato della coppia, la sterlina resta sostenuta da una Bank of England relativamente “hawkish”. Gli ultimi dati sull’inflazione britannica di giugno 2026 si sono attestati su un persistente 2,8%, rendendo improbabili tagli significativi dei tassi nel breve termine. Questa divergenza di policy è il driver fondamentale del trend rialzista, creando un braccio di ferro teso con le minacce di intervento del Giappone.
Volatilità del mercato delle opzioni e strategie di trading
Questa tensione si riflette direttamente nel mercato delle opzioni, dove abbiamo visto la volatilità implicita a un mese sul GBP/JPY impennarsi al 13,5%. Una volatilità così elevata rende estremamente rischiosa la vendita di opzioni, perché un movimento improvviso in entrambe le direzioni potrebbe essere rilevante. Riteniamo che, nelle prossime settimane, strategie con rischio definito siano ormai essenziali.
Per chi ritiene che il trend rialzista sottostante riprenderà, stiamo passando da posizioni spot all’acquisto di opzioni call. Un bull call spread, ad esempio acquistando una call a 217,00 e vendendone una a 220,00, offre un modo per beneficiare di ulteriore rialzo. Questa strategia definisce chiaramente la perdita massima nel premio pagato, proteggendo da un improvviso crollo legato a un intervento.
In alternativa, l’elevata probabilità di intervento rende l’acquisto di opzioni put una copertura interessante o una strategia speculativa. Vediamo valore nell’acquisto di put con strike in area 215,00, puntando a un movimento brusco verso la media mobile a 50 giorni in prossimità di 214,11. Pur risultando costose per via dell’alta volatilità, queste opzioni offrirebbero un payoff significativo qualora le autorità giapponesi intervenissero in modo deciso.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.