GBP/JPY ha registrato un lieve arretramento giovedì, dopo aver toccato il giorno precedente i massimi da dicembre 2007, mentre una Sterlina in precedenza più tonica aveva trovato sostegno nell’attenuarsi dell’incertezza politica e nelle attese di una maggiore disciplina fiscale. Al momento della stesura, il cross scambiava intorno a 219,00, in calo dello 0,25% nella seduta. I mercati hanno inoltre valutato indiscrezioni secondo cui la ministra dell’Interno Shabana Mahmood potrebbe sostituire Rachel Reeves come Cancelliere dello Scacchiere, uno sviluppo che aveva sostenuto la sterlina mercoledì.
I prezzi del petrolio sono tornati a salire con la riemersione delle tensioni in Medio Oriente, alimentando i rischi inflazionistici e riaprendo il dibattito su possibili rialzi dei tassi da parte della Bank of England. Tuttavia, la vice governatrice della BoE Sarah Breeden ha affermato che lo shock legato alla guerra con l’Iran ha minori probabilità di radicarsi nelle dinamiche inflazionistiche, aggiungendo che la BoE è “in una buona posizione” per valutare gli sviluppi. Anche con tassi invariati, il differenziale dei rendimenti tra Regno Unito e Giappone resta ampio, penalizzando lo JPY, mentre USD/JPY si manteneva vicino ai massimi degli ultimi 40 anni e teneva alta l’attenzione sul rischio di intervento; il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che le autorità sono pronte ad agire in qualsiasi momento, senza commentare livelli specifici.
Rischi di volatilità e timori di intervento sul mercato
Mentre osserviamo GBP/JPY ritracciare leggermente verso 219,00 dopo aver segnato i massimi dal 2007, riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a una volatilità più elevata nelle prossime settimane. L’ampio divario dei tassi d’interesse tra Regno Unito e Giappone continua a favorire nettamente la sterlina, mantenendo intatto il trend rialzista di lungo periodo. Tuttavia, con lo yen su livelli prossimi ai minimi storici, non si può ignorare il rischio immediato di un improvviso intervento di mercato da parte delle autorità giapponesi.
Per comprendere il rischio, si può guardare al maxi-intervento del Giappone da 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) nella primavera 2024, che spinse rapidamente al ribasso i cross sullo yen di oltre il 4% nell’arco di poche ore. Con il Ministero delle Finanze giapponese che segnala la disponibilità ad agire, una simile iniezione improvvisa di liquidità potrebbe facilmente far crollare GBP/JPY verso l’area di 210,00. Di conseguenza, sconsigliamo di mantenere in questa fase posizioni long spot non coperte o semplici contratti future long.
Posizionamento strategico sui derivati e gestione del rischio
Raccomandiamo invece che i trader di opzioni utilizzino bull call spread per cogliere eventuali ulteriori rialzi, limitando rigorosamente le perdite potenziali. L’acquisto di opzioni put out-of-the-money è inoltre un modo intelligente e a basso costo per coprire portafogli long esistenti contro un improvviso intervento giapponese. Attraverso queste strategie strutturate di gestione del rischio, possiamo restare posizionati sulla forza della sterlina senza essere travolti da una mossa di policy improvvisa da Tokyo.
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