GBP/JPY ha ritracciato giovedì dopo aver toccato un massimo a due mesi di 216,08 nelle contrattazioni asiatiche, con il cross sceso intorno a 215 mentre lo yen si rafforzava. Il movimento è seguito al calo dello yen a un minimo di 40 anni contro il dollaro USA all’inizio della settimana e ha alimentato le speculazioni di mercato secondo cui il Giappone potrebbe essere intervenuto sul mercato dei cambi. Reuters ha riportato che il fattore alla base del rimbalzo non era chiaro, mentre il Ministero delle Finanze giapponese ha rifiutato di commentare. Gli scambi sono rimasti incentrati sul rischio di intervento e sulla possibilità di un “rate check”.
In termini tecnici, la coppia è rimasta sopra la SMA a 100 periodi a 214,25 e la SMA a 200 periodi a 214,19 sul grafico a 4 ore, con RSI a 52 e ADX a 31. La resistenza è stata indicata a 216, mentre il supporto è stato visto a 215, poi 214,25–214,19 e 213. Sul grafico giornaliero, GBP/JPY ha tenuto sopra la SMA a 100 giorni a 213,02 e la SMA a 200 giorni a 210,03, con RSI nella metà dei 50 e ADX intorno a 13; la resistenza si collocava a 216,00 e il supporto a 214,50, poi 213,02 e 210,03.
Rischi di intervento e driver di mercato
Vediamo il cross GBP/JPY esitare in prossimità dell’area 216,00 e riteniamo che la ragione principale sia la minaccia credibile di un intervento da parte delle autorità giapponesi. Questo introduce un significativo rischio al ribasso, rendendo pericolose, nell’immediato, posizioni long dirette. Qualsiasi indiscrezione non confermata o movimenti bruschi su USD/JPY vanno considerati anche come un potenziale campanello d’allarme per questo cross.
Il quadro fondamentale continua a supportare una sterlina forte contro uno yen debole, soprattutto con i dati sull’inflazione del Regno Unito di fine giugno 2026 che mostrano prezzi core ancora “appiccicosi” sopra il 2,5%. Il contrasto è netto con il CPI nazionale giapponese di maggio, attestato a un modesto 1,8%, che offre alla Bank of Japan pochi incentivi ad abbandonare la politica di tassi ultra-bassi. Il differenziale dei tassi rende appetibile il carry trade, ma aumenta anche la probabilità che l’intervento valutario sia l’unico strumento del Giappone per arginare la debolezza dello yen.
Ricordiamo i forti rally dello yen successivi a sospetti interventi in aprile e maggio 2024, quando USD/JPY è sceso di 5 yen nel giro di poche ore. Un movimento analogo su GBP/JPY potrebbe facilmente spingere il cross verso l’area 210,00-211,00, azzerando settimane di guadagni. Per questo trattiamo il livello 216,00 come un “tetto” formidabile per le prossime settimane.
Strategie di trading e gestione del rischio
Alla luce del rischio di una discesa improvvisa e pronunciata, stiamo acquistando opzioni put a breve scadenza, out-of-the-money, con strike intorno a 213,00 per coprire l’esposizione long già in essere. L’impennata della volatilità implicita rende le opzioni più costose, ma la consideriamo un costo necessario di assicurazione contro un ribasso di diversi yen. Questa strategia ci consente di proteggere il portafoglio restando al contempo posizionati per un possibile breakout qualora si attenuino i timori di intervento.
Per chi intende aprire nuove posizioni, suggeriamo un approccio prudente tramite spread su opzioni piuttosto che spot. Un bull call spread, acquistando una call a 215,00 e vendendone una a 217,00, sarebbe un modo efficiente in termini di costo per beneficiare di un graduale movimento rialzista, definendo al contempo il rischio massimo. Questa struttura sfrutta l’attuale trend tecnico positivo, ma protegge dall’esposizione a perdite potenzialmente illimitate che deriverebbero dall’essere short di put in un contesto volatile.
Il carry trade resta un driver chiave, ma consigliamo di ridurre la leva su queste posizioni finché non passerà la minaccia di intervento. Pur essendo convincente il differenziale di rendimento tra Regno Unito e Giappone, un calo improvviso di 5 yen genererebbe perdite in conto capitale di gran lunga superiori a qualsiasi interesse maturato. Attenderemo una rottura chiara sopra 216,50 prima di aumentare con convinzione l’esposizione su questi trade.
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