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L’euro scivola verso 1,1200 mentre crollano gli ordini tedeschi e i timori sul debito dell’Eurozona spingono al rialzo il dollaro

by VT Markets
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Oct 6, 2026

L’euro ha ampliato le perdite contro un dollaro USA più forte martedì, mentre l’incertezza politica e un deterioramento delle prospettive fiscali hanno riacceso le preoccupazioni per un contagio del debito nell’area. Il movimento ha riportato EUR/USD a scivolare verso 1,1200 dopo che un rimbalzo iniziale si è bloccato poco sotto 1,1230, con i dati delle fabbriche tedesche incapaci di sostenere il sentiment e il rischio sovrano di nuovo al centro dell’attenzione.

Gli ordinativi all’industria tedesca sono crollati del 10,6% ad agosto dopo un +3,2% a luglio, mentre il tasso annuo è rallentato al 2,7% dal 14%. La flessione è stata trainata dagli ordini di mezzi di trasporto, in calo del 61% su base destagionalizzata dopo essere raddoppiati il mese precedente, mentre gli ordini al netto delle commesse di grande entità sono scesi solo dello 0,1%. La pressione più ampia sulla moneta unica è stata aggravata anche dall’ampliamento dello spread tra OAT francesi e Bund tedeschi a livelli visti l’ultima volta durante la crisi finanziaria del 2009, insieme allo stallo politico in Francia fino alle presidenziali del 2027 e a un voto anticipato in Spagna a novembre. Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, nonostante l’aumento dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, ma i prezzi restano oltre il 25% sopra i minimi di agosto; la BCE si trova davanti a un trade-off di politica monetaria con l’inflazione ancora sopra il target del 2%. Negli Stati Uniti, l’indice ISM dei servizi ha segnalato un rallentamento dell’attività a settembre, ma il dollaro è stato sostenuto dai rendimenti dei Treasury USA ai massimi di diversi decenni.

Prospettive ribassiste su Eurozona e cambio EUR/USD

Alla luce del forte calo del 10,6% degli ordinativi industriali tedeschi e della persistente instabilità politica nell’Eurozona, suggeriamo ai trader su derivati di mantenere un bias ribassista su EUR/USD nelle prossime settimane. Put tattiche di breve periodo o posizioni corte con leva per puntare al supporto di 1,1200, e potenzialmente più in basso verso 1,1150, appaiono al momento particolarmente interessanti. Storicamente, quando i dati industriali tedeschi deludono le attese con scarti così ampi, l’euro fatica a trovare acquirenti stabili per diverse settimane.

Raccomandiamo inoltre di concentrarsi sull’allargamento dei differenziali di rendimento tra OAT francesi e Bund tedeschi, che sta tornando su livelli non osservati dalla crisi del debito sovrano del 2009, quando gli spread superarono i 150 punti base. I trader possono sfruttare questo rischio con operazioni di spread trading, ad esempio vendendo futures sui titoli di Stato francesi contro i corrispondenti tedeschi. Nelle precedenti fasi di tensione sul debito europeo, blowout simili degli spread hanno preceduto una pressione ribassista prolungata sulla moneta unica, dinamica che ci aspettiamo si ripeta.

Con il Brent in area 100 dollari e le tensioni in Medio Oriente ancora irrisolte, l’inflazione trainata dall’energia continuerà a mettere sotto pressione la Banca Centrale Europea. Riteniamo che strategie sulla volatilità, come gli straddle su opzioni sul greggio, siano un modo efficace per catturare le ampie oscillazioni di prezzo attese finché le linee di approvvigionamento resteranno incerte. Storicamente, rialzi del petrolio superiori al 25% dai minimi agiscono come una tassa implicita sull’economia dell’Eurozona, importatrice netta di energia, trascinando ulteriormente l’euro al ribasso contro il dollaro USA.

Strategie rialziste sul dollaro USA

Dall’altra parte dell’Atlantico, il dollaro USA continua a trarre notevole forza dai rendimenti dei Treasury, che si mantengono su massimi pluridecennali. Consigliamo ai trader di utilizzare strategie con contract for difference (CFD) o futures per assumere posizioni lunghe sul Dollar Index, sfruttando questo chiaro vantaggio di rendimento. Gli indicatori macroeconomici attuali suggeriscono che la Federal Reserve manterrà i tassi più alti più a lungo, rendendo il biglietto verde una scommessa più difensiva rispetto a un euro sotto pressione.

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