EUR/USD si mantiene vicino al minimo a 17 mesi di 1,1161 dopo un calo di oltre il 7% dal massimo annuale, con l’attenzione del mercato che si sposta dalla crescita generalizzata dell’Eurozona alle tensioni sul debito sovrano francese. Il rendimento del decennale francese si è portato verso il 5,00% il 2 ottobre, livello che non si vedeva dal 2002, mentre lo spread rispetto al debito tedesco ha superato i 150 punti base, richiamando le valutazioni tipiche della crisi del 2011-2012. La Francia è comunque riuscita a finanziarsi: un’asta da 12 miliardi di euro ha registrato una domanda superiore a oltre il doppio dell’offerta. Tuttavia, il peggioramento del pricing è arrivato al punto che la Francia sta affrontando costi di finanziamento più elevati di Italia e Grecia, e gli spread Italia-Germania si sono avvicinati a 130 punti base, segnando il maggiore incremento settimanale dai tempi della crisi COVID-19.
Le metriche fiscali sono alla base della riprezzatura: debito pubblico vicino al 120% del PIL, deficit oltre il 5% e fabbisogni di finanziamento intorno a 340 miliardi di euro nel 2027; la legge di bilancio 2027 punta a un deficit di circa il 5% contro circa il 5,4% di quest’anno. La BCE ha alzato i tassi due volte, portando il tasso sui depositi al 2,50%, mentre l’inflazione è salita al 3,8% a settembre dal 3,2% di agosto, ma i rendimenti sovrani stanno irrigidendo le condizioni finanziarie in modo autonomo. Il pricing di mercato per ulteriori strette BCE entro marzo è sceso a circa 45 punti base il 6 ottobre da 80 il 24 settembre, e alcune stime suggeriscono che ogni ulteriore 10 punti base di allargamento dello spread Francia-Germania si assocerebbero a un calo di circa lo 0,4% di EUR/USD, con scenari ribassisti indicati verso 1,1100 e 1,1000.
Momentum ribassista dell’Euro e strategie sui derivati
Dovremmo prepararci a una pressione ribassista persistente sull’Euro nelle prossime settimane, con obiettivi sui livelli chiave di supporto a 1,1100 e 1,1000. Le statistiche mostrano che EUR/USD ha già perso oltre il 7% dal massimo annuale, e ogni ulteriore allargamento dello spread tra rendimenti francesi e tedeschi probabilmente accelererà questa dinamica. I trader sui derivati possono utilizzare opzioni put o contratti direzionali short per sfruttare questo momentum negativo.
Dobbiamo monitorare con attenzione lo spread decennale Francia-Germania, che di recente ha superato la soglia critica dei 150 punti base. I dati storici della crisi del debito europeo del 2011-2012 mostrano che, quando gli spread oltrepassano questa linea, la volatilità valutaria tende tipicamente ad aumentare di oltre il 15%. Se questo premio per il rischio dovesse ampliarsi ulteriormente, ci aspettiamo un calo di EUR/USD di circa lo 0,4% per ogni ulteriore allargamento di 10 punti base.
Gestione del rischio e implicazioni di policy
I dati recenti sul debito sovrano indicano che il debito pubblico della Francia è salito oltre 3.200 miliardi di euro, pari a quasi il 112% del PIL. Poiché le banche europee detengono ingenti quantità di questo debito sovrano, raccomandiamo di coprire l’esposizione ai titoli bancari europei e agli indici finanziari. L’utilizzo di opzioni su indici può aiutare a proteggere i portafogli da improvvisi sell-off guidati dalla politica sugli asset finanziari francesi e italiani.
Dovremmo inoltre adeguare le posizioni sui futures sui tassi dell’Eurozona, poiché il mercato ha già ridimensionato le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale Europea. Sebbene l’inflazione dell’Eurozona sia recentemente risalita al 3,8%, la minaccia di frammentazione finanziaria limita fortemente la capacità della banca centrale di irrigidire ulteriormente la politica monetaria. Il trading su derivati sui tassi a breve termine consente di posizionarsi per un percorso di politica monetaria molto più prudente nei prossimi mesi.
Infine, dobbiamo osservare eventuali segnali di contagio in altri Paesi ad alto indebitamento, in particolare l’Italia, dove gli spread dei rendimenti rispetto alla Germania si sono ampliati verso 130 punti base. Questo allargamento degli spread trasforma un problema fiscale locale francese in un rischio sistemico per l’intera Eurozona. Per gestire questo rischio, possiamo impostare strategie di relative value, andando short sull’Euro contro valute rifugio più forti come il Dollaro USA.
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