L’euro ha proseguito il suo scivolone martedì, mentre i rendimenti elevati dei Treasury USA e i solidi dati macroeconomici statunitensi hanno continuato a sostenere il dollaro, insieme alle attese di almeno un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro quest’anno. EUR/USD è scambiato a 1,1338, in area appena sopra il minimo da inizio anno a 1,1324 e resta avviato verso un calo del 2,4% a settembre. Le precedenti pubblicazioni dell’Eurozona hanno offerto scarso supporto: l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board ha confermato un ulteriore deterioramento a -16,5 a settembre da -15,5 ad agosto, mentre il sentiment economico è sceso a 97,9 da 98,4.
Alcune sotto-componenti hanno mostrato miglioramenti, con la fiducia nell’industria salita a -3,8 da -5 e il sentiment nei servizi in lieve aumento a 6,1 da 5,6. Separatamente, il governatore della banca centrale slovacca Peter Kazimir ha dichiarato che l’aumento dei tassi di settembre era inevitabile, indicando gennaio come possibile momento di riprezzamento della politica della Banca Centrale Europea e chiedendo maggiore flessibilità. Il dollaro ha continuato a sovraperformare le principali valute, mentre i mercati hanno aumentato le scommesse su un ulteriore irrigidimento della Fed, sostenuti da segnali solidi dal mercato del lavoro e da rendimenti più alti.
Strategie per il trend ribassista dell’euro
Riteniamo che i trader in derivati dovrebbero prepararsi a una pressione ribassista persistente sull’euro, mentre si mantiene appena sopra il minimo da inizio anno di 1,1324. L’acquisto di opzioni put EUR/USD a breve scadenza o l’apertura di posizioni corte sui futures potrebbe aiutare a capitalizzare questo trend al ribasso, che ha già portato a un calo del 2,4% nel mese. Questo slancio è sostenuto dalla debolezza della fiducia dei consumatori nell’Eurozona, scesa di recente ulteriormente a -16,5.
Differenziali di tasso e tattiche sulla volatilità
Con i rendimenti dei Treasury USA a 10 anni che restano elevati—di recente in media intorno al 4,1% sui mercati obbligazionari globali—il differenziale dei tassi favorisce nettamente il dollaro statunitense. Suggeriamo di utilizzare interest rate swap o futures sui Treasury per posizionarsi su rendimenti destinati a rimanere più alti più a lungo, soprattutto con la Federal Reserve attesa mantenere una politica monetaria restrittiva. Nel frattempo, è improbabile che la Banca Centrale Europea riprezzi la propria politica prima di gennaio, lasciando l’euro con scarso supporto nel breve periodo.
I trader devono inoltre prepararsi ai prossimi dati sull’occupazione negli Stati Uniti utilizzando strategie di volatilità, come l’acquisto di straddle, per proteggersi da movimenti bruschi di mercato. Un report sull’occupazione superiore alle attese probabilmente spingerebbe il dollaro ancora più in alto, mentre dati deboli potrebbero innescare uno squeeze significativo sulle posizioni corte in euro. Storicamente, la volatilità giornaliera di EUR/USD può aumentare di oltre 100 pips durante le principali pubblicazioni dei payroll, rendendo essenziali stop-loss stretti e coperture tramite opzioni nelle prossime settimane.
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