EUR/USD ha esteso il rally per la quarta seduta consecutiva, scambiando in area 1,1680 nelle ore asiatiche, mentre il Dollaro USA si è indebolito dopo che il Tesoro ha dichiarato che almeno raddoppierà i buyback di debito a più lunga scadenza. I funzionari hanno indicato che gli acquisti potrebbero salire oltre i 4 miliardi di dollari, una mossa volta a contenere l’aumento dei rendimenti. Il supporto al biglietto verde, tuttavia, potrebbe arrivare dalla domanda di beni rifugio con l’intensificarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran: Teheran ha respinto le imminenti sanzioni USA e ha avvertito di una ritorsione “simile a un terremoto” qualora Washington intraprendesse ulteriori azioni.
L’Euro ha trovato sostegno nelle dinamiche dell’inflazione e nelle attese sulla politica BCE dopo che l’aspettativa d’inflazione dei consumatori dell’Eurozona a un anno è scesa al 2,9% dal 3% di giugno, restando comunque sopra l’obiettivo del 2% della BCE. L’attenzione è inoltre rivolta a un possibile spostamento verso LTRO strutturali man mano che l’eccesso di liquidità si riduce: il dibattito potrebbe avviarsi verso fine anno e una scadenza a 12 mesi è ritenuta plausibile, mentre le aste potrebbero sostituire il meccanismo a tasso fisso con piena aggiudicazione. Sul fronte della microstruttura del mercato FX, nel 2022 l’Euro ha rappresentato il 31% delle transazioni, con volumi medi giornalieri oltre 2.200 miliardi di dollari; EUR/USD vale circa il 30% di tutti gli scambi, davanti a EUR/JPY al 4%, EUR/GBP al 3% ed EUR/AUD al 2%, mentre la BCE definisce la politica monetaria in otto riunioni l’anno e le quattro maggiori economie dell’area euro rappresentano il 75% della produzione.
Strategie di volatilità per i trader di derivati
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità mentre EUR/USD mette alla prova il livello di 1,1680, sostenuto dal contrasto tra politiche fiscali e rischi geopolitici. L’impegno del Tesoro USA a raddoppiare i buyback di titoli oltre 4 miliardi di dollari ha esercitato pressione al ribasso sui rendimenti dei Treasury, indebolendo temporaneamente il biglietto verde. Per sfruttare questo trend, possiamo valutare bull call spread su EUR/USD per catturare ulteriore momentum rialzista, soprattutto perché le aspettative d’inflazione dell’Eurozona restano vischiose al 2,9%.
Tuttavia, è necessario restare cauti rispetto a improvvisi rischi di ribasso legati all’escalation delle tensioni geopolitiche USA-Iran. I dati storici mostrano che improvvise escalation militari o politiche innescano rapidamente flussi “risk-off” verso il Dollaro USA, che continua a dominare le riserve valutarie globali. Raccomandiamo l’uso di opzioni put protettive per coprire le posizioni lunghe in Euro contro shock improvvisi di avversione al rischio.
Alla luce di queste forze contrapposte, ci aspettiamo che la volatilità implicita di EUR/USD, rimasta finora in prossimità delle medie annue, si espanda nelle prossime settimane. I trader di derivati possono sfruttare questo contesto implementando strategie long strangle per trarre beneficio da movimenti marcati in entrambe le direzioni. Questo approccio consente di beneficiare di ampie oscillazioni di prezzo senza dover scommettere su una sola direzione di mercato.
Monitoraggio della politica BCE e delle condizioni di liquidità dell’Eurozona
Inoltre, occorre monitorare i progressi della BCE verso un nuovo quadro strutturale di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (LTRO) mentre la liquidità in eccesso dell’Eurozona diminuisce. Con l’eccesso di liquidità già in forte calo rispetto ai massimi, le condizioni di finanziamento si stanno gradualmente irrigidendo. I trader dovrebbero considerare l’utilizzo di futures a breve termine sui tassi Euro short-rate (€STR) per posizionarsi rispetto a queste dinamiche di liquidità in evoluzione sul mercato interbancario.
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