EUR/USD si stabilizza sotto 1,1400 mentre incombe la decisione della Fed e persistono i rischi al ribasso

by VT Markets
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Jul 29, 2026

EUR/USD si è mantenuto vicino a 1,1390 mercoledì, rimbalzando dal supporto in area 1,1300 ma senza riuscire a riconquistare 1,1400. Con il minimo da inizio anno a 1,1324 a breve distanza, la coppia è rimasta esposta a nuove pressioni ribassiste qualora il Dollaro USA si rafforzi dopo la decisione della Federal Reserve. La Fed era attesa lasciare invariato il tasso di riferimento, mentre i mercati prezzavano una probabilità del 35% di un rialzo di un quarto di punto più tardi in giornata, uno sfondo che potrebbe mantenere l’attenzione sulla possibilità di una mossa a settembre.

In Europa, il membro del Consiglio direttivo della BCE Christodoulos Patsalides ha affermato che i prezzi più elevati del petrolio stanno aumentando i rischi per l’inflazione, senza però fornire indicazioni sulla politica di settembre. Sul piano tecnico, EUR/USD scambiava nella parte bassa del canale di luglio all’interno di un più ampio trend ribassista, con l’RSI sotto la linea mediana e il MACD leggermente sopra lo zero. Le resistenze sono state indicate a 1,1440 e poi 1,1480, mentre i supporti si collocavano a 1,1324, seguiti da 1,1245 (estensione di Fibonacci al 127,2%) e 1,1210, minimo di fine maggio 2025.

Strategie di trading tra incertezza Fed e BCE

Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a un incremento della volatilità oggi, poiché la decisione sui tassi della Federal Reserve potrebbe rompere l’attuale range ristretto. Con EUR/USD bloccato sotto 1,1400, il mercato prezza una probabilità del 35% di un rialzo inatteso dei tassi oggi, anche se lo scenario base resta una “pausa hawkish”. Se la Fed segnalerà un impegno deciso verso un rialzo a settembre, il dollaro USA potrebbe impennarsi, spingendo la coppia oltre il minimo da inizio anno a 1,1324.

Per sfruttare questo slancio ribassista, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put out-of-the-money con strike vicino a 1,1250 e scadenza a fine agosto. Anche i bear put spread appaiono molto interessanti in questa fase perché limitano il costo del premio puntando al supporto chiave in area 1,1210. La volatilità implicita sulle opzioni EUR/USD rimane relativamente bassa, rendendo più economiche, prima dell’annuncio della Fed, le strategie long con delta negativo.

Posizionamento, inflazione e prospettive sulle opzioni

La nostra view ribassista è fortemente supportata dai dati più recenti sul posizionamento: l’ultimo report CFTC “commitment of traders” mostra che i contratti speculativi short sull’euro sono aumentati di oltre il 15% questo mese. Inoltre, con l’inflazione headline dell’Eurozona viscosa al 2,6% a causa del Brent intorno a 85 dollari al barile, la divergenza economica tra Stati Uniti ed Europa si sta ampliando. I trader dovrebbero evitare la vendita nuda di put, poiché un’eventuale sorpresa hawkish della Fed oggi potrebbe innescare un rapido sell-off verso l’estensione di Fibonacci a 1,1245.

Per chi preferisce strategie orientate al rendimento, la vendita di opzioni call out-of-the-money sopra la resistenza a 1,1480 offre un’elevata probabilità di successo. Rileviamo pochissimo momentum tecnico in grado di spingere la coppia sopra il massimo di luglio a 1,1440, soprattutto con l’Indice di forza relativa (RSI) che resta sotto la linea mediana. Mantenere stop stretti poco sopra 1,1500 proteggerà queste posizioni di vendita premio nel caso in cui la BCE lasciasse inaspettatamente intendere propri rialzi dei tassi nelle prossime settimane.

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