EUR/USD si è indebolito giovedì, mentre l’ampliamento del conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e rafforzato le aspettative di una Federal Reserve più aggressiva, sostenendo la domanda di dollaro USA. La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati, ma la decisione ha generato scarse reazioni sui mercati. La coppia scambiava in area 1,1379, vicino ai minimi delle ultime tre settimane, mentre l’Indice del Dollaro USA (DXY) si attestava attorno a 101,40 dopo il rimbalzo da un minimo intraday di 100,94.
Sul piano tecnico, la coppia ha costruito una base sopra 1,1350, ma resta sotto pressione al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 21 giorni a 1,1415 e della SMA a 50 giorni a 1,1504; la SMA a 100 giorni a 1,1576 rafforza un’impostazione ribassista più ampia. Gli indicatori di momentum sono contrastanti: l’RSI è a 39, sotto 50, mentre il MACD è marginalmente positivo. Le resistenze si collocano a 1,1415, poi 1,1504 e 1,1576, prima di 1,1700; il supporto è a 1,1350, la cui rottura potrebbe estendere le perdite.
Prospettive per i trader di derivati tra pressioni geopolitiche e macroeconomiche
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una prolungata dominanza del dollaro USA nelle prossime settimane, poiché i conflitti geopolitici spingono al rialzo i prezzi dell’energia. Con il Brent in risalita verso 88 dollari al barile, un’inflazione persistente sta alimentando le attese che la Federal Reserve manterrà i tassi più alti più a lungo. Questa pressione macro sta pesando in modo significativo sull’euro, soprattutto dopo la recente decisione della Banca Centrale Europea di lasciare invariato il tasso di riferimento.
Strategie operative tecniche e livelli chiave da monitorare
Da un punto di vista tecnico, privilegiamo strategie short su EUR/USD in occasione di rimbalzi temporanei, poiché la coppia resta contenuta sotto la SMA a 21 giorni a 1,1415. Il persistente momentum ribassista è confermato dall’RSI a 39, ben al di sotto della soglia neutrale di 50. I trader possono valutare l’acquisto di opzioni put di breve termine oppure l’apertura di posizioni short sul mercato spot con stop protettivi posizionati appena sopra area 1,1415.
Nelle prossime sedute sarà fondamentale monitorare con attenzione il supporto immediato a 1,1350. Una rottura netta al di sotto di questo livello potrebbe aprire la strada a cali più profondi verso 1,1200, storicamente un’importante barriera psicologica. Se invece il supporto dovesse reggere, eventuali rimbalzi correttivi verso 1,1504 andrebbero sfruttati come opportunità per impostare nuove posizioni short a prezzi più favorevoli.
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