EUR/USD si è mosso al rialzo intorno a 1,1460 giovedì, poiché dati più solidi dell’Eurozona hanno contrastato letture statunitensi più deboli. Il PIL dell’Eurozona è aumentato dello 0,4% trimestrale nel 2° trimestre, superando la previsione dello 0,2% e invertendo il precedente calo dello 0,2%; la crescita annua è salita all’1,0% contro attese dello 0,5% e un precedente 0,3%. La Germania è cresciuta dello 0,2% t/t rispetto a una stima dello 0,1% e il ritmo annuo è accelerato allo 0,9% dallo 0,4%, mentre la Francia ha registrato un +0,2% t/t. Anche l’Italia è aumentata dello 0,2% t/t e la Spagna dello 0,7% t/t, oltre la previsione dello 0,6%.
Negli Stati Uniti, la stima preliminare del PIL del 2° trimestre è cresciuta a un ritmo annualizzato dell’1,5%, sotto il 2,1% e più lento del trimestre precedente. Il PCE core è salito dello 0,1% m/m a giugno contro attese dello 0,2% e lo 0,3% di maggio, mentre il dato a/a è sceso al 3,3% dal 3,4%; il PCE headline è calato dello 0,1% m/m dallo 0,5%, con il tasso annuo in rallentamento al 3,7% dal 4,1%. Sul grafico a 4 ore, la coppia scambiava a 1,1513 sopra la SMA a 20 periodi a 1,1407 e la SMA a 100 periodi a 1,1416, con supporti a 1,1485 e 1,1476; l’RSI era intorno a 71,8 e la resistenza si collocava a 1,1536, con ulteriore supporto a 1,1469.
Divergenza di crescita e prospettive rialziste per l’euro
Riteniamo che la divergenza dei percorsi economici tra un’Eurozona resiliente e un’economia statunitense in raffreddamento presenti una forte opportunità di acquisto su EUR/USD. Con il PIL dell’Eurozona in crescita dello 0,4% t/t e la crescita annualizzata USA in rallentamento all’1,5%, i fondamentali favoriscono nettamente l’euro. In passati cicli di mercato, periodi di divergenza di crescita simili hanno portato a guadagni medi di EUR/USD superiori al 3% nel mese successivo.
Per capitalizzare questo trend, suggeriamo ai trader su derivati di implementare bull call spread con obiettivo nell’area 1,1550-1,1600. L’acquisto di una call 1,1500 insieme alla vendita di una call 1,1600 riduce il costo iniziale massimizzando al contempo i potenziali rendimenti. Questa struttura offre protezione nel caso in cui l’RSI ipercomprato a 71,8 inneschi un breve pullback tecnico prima della ripresa del rally.
Strategie in opzioni e gestione del rischio
Per i trader orientati al reddito, raccomandiamo la vendita di put out-of-the-money con strike a 1,1400. Questo livello è particolarmente solido perché supportato sia dalla SMA a 20 periodi a 1,1407 sia dalla SMA a 100 periodi a 1,1416. Backtest storici mostrano che cluster di medie mobili di questo tipo respingono con successo i movimenti al ribasso durante forti trend rialzisti in oltre il 75% dei casi.
Inoltre, il calo dell’inflazione Core PCE USA al 3,3% aumenta la probabilità di tagli dei tassi della Federal Reserve più avanti nell’anno. Tassi USA più bassi riducono storicamente il vantaggio di rendimento del dollaro, indirizzando i flussi di capitale verso l’euro a rendimento più elevato. Dovremmo impostare queste posizioni in opzioni in anticipo per beneficiare dell’aumento della volatilità implicita mentre il mercato si prepara alle prossime decisioni delle banche centrali.
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