EUR/USD ha ampliato un modesto gap rialzista ed è tornato sopra 1,1400 negli scambi asiatici di lunedì, mentre il Dollaro USA si indeboliva grazie alle rinnovate speranze di una soluzione diplomatica alla guerra USA-Iran, ora al suo quinto mese. Washington ha messo in pausa la campagna di bombardamenti nella tarda serata di venerdì dopo 13 notti consecutive di attacchi su obiettivi iraniani e, successivamente, Teheran ha sospeso gli attacchi di ritorsione contro gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente. Il cambio di tono ha pesato sul biglietto verde, bene rifugio, e ha sostenuto il sentiment di rischio più ampio.
La de-escalation ha inoltre spinto nettamente al ribasso i prezzi del petrolio greggio, attenuando le preoccupazioni sull’inflazione e smorzando le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Questa dinamica ha allontanato l’Indice del Dollaro USA (DXY) dall’area dei massimi mensili, ritestata la scorsa settimana, sebbene gli operatori siano rimasti cauti in vista della decisione di politica monetaria della Fed attesa al termine della riunione di due giorni di mercoledì. L’attenzione resterà anche sugli sviluppi in Medio Oriente, che potrebbero modificare la domanda di dollari nel breve periodo e alimentare la volatilità su EUR/USD.
Strategie di volatilità di breve termine su EUR/USD
Mentre oggi osserviamo EUR/USD rompere al rialzo il livello di 1,1400, suggeriamo ai trader di derivati di focalizzarsi su strategie di volatilità di breve termine. L’improvvisa pausa nel conflitto USA-Iran ha trascinato al ribasso l’Indice del Dollaro USA (DXY) dai recenti massimi mensili in area 104,50. Per sfruttare questo repentino cambio di momentum prima della decisione della Federal Reserve di mercoledì, si può valutare l’acquisto di straddle a breve scadenza per catturare movimenti marcati in entrambe le direzioni.
Con il FOMC ampiamente atteso lasciare i tassi invariati, consigliamo di posizionarsi per un possibile calo della volatilità implicita subito dopo l’annuncio. Storicamente, la volatilità implicita a una settimana di EUR/USD tende a salire del 15%-20% prima delle riunioni Fed più attese, per poi comprimersi una volta chiarita la direzione di policy. È possibile sfruttare il tipico “volatility crush” vendendo premio tramite iron condor o calendar spread, una volta che la reazione iniziale del mercato si sarà stabilizzata.
Fattori macro e approcci di gestione del rischio
La brusca correzione del petrolio, che di recente è sceso di oltre il 5% tornando verso l’area dei 75 dollari al barile, ha inoltre raffreddato in modo significativo le aspettative di inflazione globale. Poiché costi energetici più bassi riducono la pressione immediata sulla Fed per alzare i tassi, è ragionevole attendersi una persistente pressione ribassista sul biglietto verde nel breve periodo. I trader di derivati possono esprimere questa view acquistando opzioni call out-of-the-money sull’euro, con target 1,1550 nelle prossime due settimane.
Occorre anche prepararsi a un’elevata probabilità di un Fed divisa, soprattutto con possibili dissensi da parte di esponenti “falchi” come Hammack e Logan. Questo tipo di fratture interne spesso innesca improvvise inversioni intraday che possono azzerare rapidamente posizioni eccessivamente a leva. Per proteggere i portafogli da un tono inaspettatamente hawkish da parte del presidente Warsh, è opportuno mantenere stop-loss stretti su tutte le posizioni spot e gestire con rigore la leva sulle opzioni.
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