EUR/USD ha chiuso una settimana sottotono in area 1,1560, sui massimi di diverse settimane, con l’appetito per il rischio guidato dalle notizie altalenanti dal Medio Oriente e con il Dollaro rimasto sensibile ai dati USA. Il West Texas Intermediate si è mantenuto intorno a 77 dollari al barile, mentre i report hanno continuato a tenere alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz e sul traffico marittimo contenuto. Negli Stati Uniti, l’ISM ha indicato a luglio un Manufacturing a 55,6 e un Services PMI a 54,1, mentre gli indici dei prezzi pagati per entrambi i settori sono rimasti sopra quota 70. Gli indicatori del lavoro hanno mostrato un indebolimento: ADP ha segnalato 44 mila posti nel privato a luglio contro 95 mila precedenti e 70 mila attesi, i tagli occupazionali Challenger sono scesi a 33.429 da 45.849, e l’NFP ha mostrato un calo di 23 mila unità con giugno rivisto a 20 mila da 57 mila; il tasso di disoccupazione è sceso marginalmente al 4,1% mentre il tasso di partecipazione è scivolato al 61,4% dal 61,5%.
L’euro è rimasto privo di sostegno domestico: le vendite al dettaglio tedesche sono scese dello 0,2% a giugno dopo un +2,1%, e quelle dell’Eurozona sono calate dello 0,3% dopo un +0,4%; il PPI dell’Eurozona è rallentato al 4,6% su base annua dal 5,9%. La stima flash di Eurostat ha collocato l’inflazione di luglio 2026 al 2,9% contro il 2,8% di giugno, mentre la prossima settimana porta il CPI USA atteso al 3,4% dal 3,5% precedente, oltre al PPI USA dopo il 5,5% e a una revisione del PIL dell’Eurozona del 2° trimestre. Sul piano tecnico, EUR/USD si mantiene sopra la SMA a 20 giorni a 1,1453 ma sotto le SMA a 100 e 200 giorni a 1,1569 e 1,1629; l’RSI è a 62. Su base settimanale è appena sotto la SMA a 20 settimane a 1,1566, e sopra le SMA a 100 e 200 settimane a 1,1316 e 1,1041.
Rischi di volatilità e posizionamento strategico su EUR/USD
Dovremmo prepararci a un aumento della volatilità su EUR/USD mentre il cambio testa aree di resistenza critiche intorno a 1,1560. I dati deboli sul mercato del lavoro statunitense, evidenziati dall’inaspettata perdita di 23.000 posti a luglio, hanno esercitato una pressione significativa sul biglietto verde. Se la coppia dovesse superare con convinzione la media mobile a 100 giorni a 1,1569, il momentum potrebbe accelerare rapidamente verso l’area 1,1630.
L’incertezza geopolitica in Medio Oriente continua a gravare sui mercati globali, rendendo essenziale coprire le esposizioni su energia e valute. Sebbene il WTI sia al momento stabile vicino a 77 dollari al barile, il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz potrebbe innescare improvvisi spike delle materie prime. Suggeriamo di utilizzare opzioni di breve termine per proteggere i portafogli da cambiamenti inattesi del sentiment di rischio.
Prospettive d’inflazione e raccomandazioni tattiche di trading
La prossima pubblicazione del CPI USA, attesa in lieve calo al 3,4%, sarà il prossimo catalizzatore principale per i derivati sui tassi. Con l’inflazione dell’Eurozona in risalita al 2,9% a luglio e la BCE che lascia intendere un rialzo dei tassi a settembre, la divergenza di policy favorisce un euro più forte. Possiamo sfruttare questo scenario posizionandoci su strategie in opzioni che beneficiano di una BCE più “hawkish” e di una Federal Reserve in fase di stallo.
Dal punto di vista tecnico, l’RSI giornaliero a 62 indica spazio per ulteriori rialzi, ma la minore liquidità di agosto spesso porta a falsi breakout. Consigliamo ai trader di concentrarsi su strategie di range, acquistando in prossimità della media mobile a 20 giorni a 1,1453 e prendendo profitto vicino a 1,1629. I dati storici mostrano che la fase di fine estate spesso registra oscillazioni di prezzo amplificate su volumi ridotti, per cui è cruciale mantenere limiti di rischio stringenti.
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