EUR/USD ha registrato poche variazioni lunedì, mentre il Dollaro USA si è stabilizzato dopo la debolezza seguita ai Nonfarm Payrolls statunitensi di luglio. La coppia ha scambiato in area 1,1553, con i movimenti recenti rimasti in range da oltre una settimana. L’Indice del Dollaro USA (DXY) ha cercato di mantenersi sopra 99,50 ed era intorno a 99,70, in rialzo dello 0,10%, mentre i prezzi del petrolio salivano tra l’incertezza sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
I mercati valutano le prospettive sui tassi della Federal Reserve in vista dei dati sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) USA in pubblicazione mercoledì, dopo che il rapporto sul lavoro di luglio ha spinto i trader a ridimensionare le attese per una mossa a settembre. Allo stesso tempo, l’aumento dei prezzi del petrolio ha alimentato i timori che l’inflazione possa restare sopra l’obiettivo della Fed, mantenendo vive le aspettative di ulteriore restrizione; il CME FedWatch Tool indica circa un 44% di probabilità di un rialzo a settembre. Ad agosto ci si attende una comunicazione più “soft” da parte della Banca Centrale Europea, con i mercati concentrati su quanto un eventuale CPI USA debole possa spostare l’equilibrio e mettere alla prova i livelli in prossimità di 1,160 e la media mobile a 200 giorni a 1,1630.
Prepararsi a un potenziale breakout di EUR/USD
Mentre attraversiamo le tranquille settimane estive, raccomandiamo che i trader in derivati si preparino a un breakout della coppia EUR/USD, attualmente “compressa” attorno al livello di 1,1553. Con l’Indice del Dollaro USA (DXY) in area 99,70, il mercato è impostato per un movimento deciso non appena nuovi dati macroeconomici romperanno l’attuale fase di stallo. I dati storici recenti mostrano che quando il DXY scende sotto la soglia chiave di 100, spesso innesca acquisti algoritmici che possono spingere rapidamente l’Euro al rialzo.
Per posizionarsi, occorre guardare da vicino alla prossima pubblicazione del CPI USA di mercoledì. Se i dati sull’inflazione risultassero più contenuti delle attese, è probabile che si azzeri la residua aspettativa di mercato (44%) di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. In questo scenario, acquistare opzioni call EUR/USD a breve scadenza con strike 1,1600 sarebbe un modo molto efficace per catturare un rapido break al rialzo.
Copertura dai rischi geopolitici e inflazionistici
Allo stesso tempo, è necessario coprirsi dai rischi geopolitici in aumento in Medio Oriente, in particolare attorno allo Stretto di Hormuz. Poiché questo canale vitale veicola circa il 20% del consumo mondiale di liquidi petroliferi, qualsiasi escalation o chiusura potrebbe spingere rapidamente i futures sul Brent verso 85 o 90 dollari al barile. Questo shock energetico alimenterebbe i timori inflazionistici, riaccenderebbe le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed e spingerebbe EUR/USD rapidamente al ribasso verso i supporti in area 1,1450.
Per gestire questo contesto di doppia minaccia, suggeriamo di utilizzare una strategia di straddle o di impiegare stop-loss stretti sulle posizioni spot. Si può anche valutare il trading di opzioni call sul Brent insieme a opzioni put su EUR/USD come copertura proxy diretta contro improvvise tensioni geopolitiche. Questo approccio bilanciato consente di beneficiare di un breakout guidato dal Dollaro, proteggendo al contempo i portafogli da shock improvvisi di mercato indotti dal petrolio.
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