EUR/USD si è mantenuto sopra 1,1400 mercoledì dopo le precedenti pressioni di vendita, mentre i mercati valutavano il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran in seguito agli scambi di fuoco notturni legati agli attacchi contro navi commerciali nei pressi dello Stretto di Hormuz avvenuti all’inizio della settimana. Il presidente USA Donald Trump ha detto che un accordo provvisorio con l’Iran era “saltato”, anche se Reuters ha successivamente riferito che non avrebbe ripetuto l’affermazione durante una riunione a porte chiuse dei leader NATO, citando una fonte a conoscenza dei colloqui. La propensione al rischio è rimasta fragile dopo che Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “probabilmente li colpiranno di nuovo stanotte” e ha aggiunto: “Non so se avremo un accordo con l’Iran”.
L’escalation ha sostenuto i prezzi del petrolio, riaccendendo i timori di inflazione legati all’energia e rafforzando le aspettative di una politica monetaria più restrittiva. Il CME FedWatch Tool mostra i mercati prezzare una probabilità del 68% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre, rispetto al 58% del giorno precedente, mentre anche la Banca Centrale Europea potrebbe aumentare i tassi più avanti quest’anno. L’US Dollar Index (DXY) è rimasto sopra 101,00 e l’attenzione si sposta sui verbali del FOMC di giugno in uscita alle 18:00 GMT.
Rischi geopolitici e pressioni inflazionistiche
Vediamo l’EUR/USD faticare a mantenere le posizioni in area 1,0750. I rischi geopolitici persistenti in Medio Oriente mantengono i prezzi del greggio elevati sopra 81 dollari al barile, alimentando un clima di avversione al rischio sui mercati. Questa instabilità è un fattore chiave che stiamo monitorando.
Il protrarsi di prezzi energetici elevati riporta al centro le preoccupazioni sull’inflazione, che resta sopra l’obiettivo del 2%, con i recenti dati USA che indicano un tasso annuo del 3,3%. Questo complica i piani sia della Federal Reserve sia della Banca Centrale Europea. Riteniamo che il contesto rafforzi uno scenario di tassi “più alti più a lungo”.
Aspettative di mercato e strategie di trading
Guardando al mercato dei derivati, le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve vengono rinviate. La probabilità di un taglio entro settembre è scesa da oltre il 65% di appena un mese fa a circa il 55% ora, secondo il CME FedWatch Tool. Ciò indica che il mercato sta ricalibrando il percorso atteso della Fed alla luce dei nuovi rischi.
Considerata la combinazione di incertezza globale e una Fed prudente, ci aspettiamo che il dollaro USA resti ben sostenuto, con l’indice DXY che si mantiene solido sopra quota 106,00. Stiamo quindi valutando strategie che beneficiano di una persistente pressione ribassista su EUR/USD. Questo potrebbe includere l’uso di opzioni per posizionarsi su una possibile rottura sotto il supporto di 1,0700.
L’attenzione immediata è rivolta al prossimo report sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) negli Stati Uniti. Un dato d’inflazione sorprendentemente alto probabilmente ridurrebbe ulteriormente le probabilità di tagli dei tassi. Questa pubblicazione sarà un input cruciale per le nostre strategie tattiche su volatilità e direzionalità nel breve periodo.
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