EUR/USD ha oscillato vicino a 1,1550 mercoledì, in rialzo dello 0,08%, dopo che un breve picco di volatilità attorno ai dati sull’inflazione USA si è riassorbito e il cambio è tornato sui livelli pre-pubblicazione. Il CPI statunitense è sceso al 3,4% su base annua a luglio dal 3,5% di giugno, mentre i prezzi sono saliti dello 0,1% su base mensile dopo il precedente calo dello 0,4%. Il CPI core è avanzato dello 0,2% m/m e del 2,5% a/a, in linea con le attese, lasciando contenuta la reazione del dollaro e un DXY lievemente più basso.
In Europa, l’HICP tedesco è risultato al 2,8% a/a a luglio contro il 2,4% di giugno, con l’inflazione energetica balzata al 7,3% dal 2,7% e la componente ex alimentari ed energia in lieve aumento al 2,6% dal 2,5%. La narrativa di un possibile ulteriore inasprimento BCE a settembre è rimasta al centro dell’attenzione, ma l’euro ne ha tratto un sostegno limitato mentre riemergevano le tensioni in Medio Oriente, tra notizie di attacchi a imbarcazioni in prossimità dello Stretto di Hormuz e di Bab el-Mandeb e l’assenza di colloqui in corso per un’estensione del cessate il fuoco, mentre Trump ha chiesto riparazioni. Sul piano tecnico, EUR/USD scambiava a 1,1546, sopra la SMA a 100 periodi a 1,1541 e la SMA a 200 periodi a 1,1533, con RSI a 60,75; le resistenze si collocano a 1,1560 e poi 1,1581, mentre i supporti passano per 1,1541/1,1533, 1,1515, 1,1500 e 1,1480.
Strategie su opzioni per un EUR/USD “contenuto”
Considerato che l’inflazione USA ha rallentato al 3,4% e quella tedesca è balzata al 2,8%, suggeriamo ai trader sui derivati di concentrarsi su strategie in opzioni orientate a un mercato laterale (range-bound) su EUR/USD nelle prossime settimane. Le forze contrapposte tra l’atteso inasprimento BCE a settembre e la domanda di dollaro USA come bene rifugio dovrebbero mantenere il cross ingabbiato in un intervallo. Storicamente, quando questi due fattori entrano in collisione, la volatilità implicita di EUR/USD tende a comprimersi, rendendo particolarmente interessanti strategie short-volatility come gli iron condor.
Approcci tattici e coperture geopolitiche
Per operatività tattiche di breve periodo, raccomandiamo di utilizzare i confini tecnici immediati di 1,1530 e 1,1580 per impostare strategie a rischio definito. I trader possono vendere put out-of-the-money sotto il supporto strutturale di 1,1500 e, contemporaneamente, vendere call sopra l’area 1,1600. Questa configurazione consente di catturare il decadimento del premio mentre il mercato assimila l’attuale stallo geopolitico in Medio Oriente.
Alla luce dell’escalation delle tensioni a Bab el-Mandeb e nello Stretto di Hormuz, occorre restare pronti a improvvisi picchi di avversione al rischio. In episodi analoghi del passato, il risk reversal a 1 mese su EUR/USD si è rapidamente inclinato verso le call sul dollaro USA di oltre 0,75% in termini di volatilità implicita. Per coprirsi da una possibile rottura sotto 1,1500, è opportuno destinare una parte del budget di rischio a put su EUR a basso costo e out-of-the-money.
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