EUR/USD: driver tecnici e fondamentali
EUR/USD è salito ulteriormente giovedì, mentre il Dollaro USA restava sotto pressione dopo che la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati al 3,50%–3,75% mercoledì; inoltre, la presunta azione del Giappone per frenare l’indebolimento dello Yen ha alimentato vendite più ampie sul biglietto verde. La coppia si attestava vicino a 1,1534, massimo dal 17 giugno, mentre il Dollar Index (DXY) oscillava intorno a 100 ed era in calo dello 0,80% nella seduta. I dati USA hanno mostrato una crescita del PIL annualizzata dell’1,5% nel secondo trimestre, sotto la stima del 2,1% e rispetto al ritmo del 2,1% del primo trimestre; nel frattempo, a giugno l’indice dei prezzi PCE core è salito dello 0,1% su base mensile contro una stima dello 0,2% e dopo lo 0,3% precedente. Su base annua, l’inflazione core è scesa al 3,3% dal 3,4%, in linea con le attese.
Il reddito personale è aumentato dello 0,2% a giugno dopo lo 0,7% di maggio, e la spesa personale è cresciuta dello 0,3% dopo un +0,9%. L’inflazione resta sopra il target del 2% della Fed, anche mentre i mercati continuano a prezzare una politica più restrittiva più avanti nell’anno, con il CME FedWatch Tool che indica una probabilità del 55% di una mossa da 25 punti base a settembre. L’euro ha inoltre ricevuto supporto dal PIL dell’Eurozona: la stima preliminare del secondo trimestre mostra una crescita dello 0,4% trimestre su trimestre, sopra la previsione dello 0,2% e in inversione rispetto alla contrazione dello 0,2% del trimestre precedente. Le proiezioni BCE citate nel report indicano per il 2026 una crescita del PIL reale dello 0,8%.
Strategie di trading per il momentum di EUR/USD
Suggeriamo ai trader su derivati di posizionarsi per una prosecuzione del momentum rialzista su EUR/USD nelle prossime settimane. Con il cambio che ha superato i massimi in area 1,1534 e il Dollar Index in discesa verso il livello tecnico cruciale di supporto a 100, il bias tecnico si è spostato nettamente a favore dell’euro. La debolezza del biglietto verde è ulteriormente accentuata dalle recenti presunte operazioni di intervento delle autorità giapponesi per rafforzare lo Yen.
Considerata la crescita fiacca del PIL USA nel secondo trimestre, pari ad appena 1,5%, e il raffreddamento dell’inflazione core al 3,3%, la Fed è sotto forte pressione. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call su EUR/USD con scadenze a fine settembre per sfruttare la debolezza del dollaro limitando al contempo il rischio di downside. Storicamente, quando il Dollar Index scende sotto quota 100, come accaduto durante analoghe preoccupazioni di rallentamento economico nel luglio 2023, tende a innescare vendite rapide per effetto momentum.
Considerazioni sulla volatilità e raccomandazioni di posizionamento
Sull’altra sponda dell’Atlantico, la sorprendente crescita dello 0,4% dell’Eurozona nel secondo trimestre ha riacceso le aspettative di un rialzo dei tassi BCE a settembre. I trader dovrebbero monitorare la volatilità implicita delle opzioni, attualmente in aumento mentre sia la Fed sia la BCE si avvicinano a riunioni autunnali molto attese. Privilegiamo l’uso di bull call spread per ridurre il costo del premio puntando a un potenziale movimento verso l’area 1,1650 entro fine agosto.
Il CME FedWatch Tool prezza attualmente una probabilità del 55% di un rialzo dei tassi USA a settembre, segnalando che il mercato resta fortemente diviso. Per sfruttare questa divergenza, suggeriamo di assumere posizioni lunghe sui futures Eurocurrency per catturare i cambiamenti nelle aspettative sui tassi d’interesse. Sarà inoltre fondamentale tenere d’occhio le oscillazioni dei prezzi del petrolio e le tensioni geopolitiche, poiché qualsiasi improvvisa impennata dei costi energetici potrebbe interrompere rapidamente queste linee di tendenza.
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