EUR/USD non è riuscito a costruire sui fattori di supporto, quali dati “hard” dell’Eurozona più solidi della scorsa settimana, prezzi del petrolio in calo e vendite di dollari USA da parte del Giappone. La performance contenuta del cross è stata collegata a indiscrezioni secondo cui le autorità statunitensi avrebbero “testato” il mercato venerdì e potrebbero aver venduto EUR/JPY, un flusso visto come un freno di breve periodo più che come un fattore strutturale per l’euro.
Le riserve valutarie in euro del Tesoro USA sono stimate intorno a 13 miliardi di dollari, composte da 1,2 miliardi in depositi e 11,7 miliardi in titoli: un ammontare ridotto rispetto alle operazioni di mercato del Giappone e ai flussi FX globali più ampi. Un’eventuale vendita di EUR/JPY aumenterebbe di fatto le disponibilità in yen dell’Exchange Stabilisation Fund, riducendo al contempo l’esposizione in euro; tuttavia la direzione di EUR/USD dovrebbe dipendere dalla decisione della Federal Reserve di settembre e dai dati USA di questa settimana. Questi eventi sono considerati determinanti per capire se il cambio andrà ad attaccare la resistenza a 1,1615/20 o se tornerà sotto 1,15.
Posizionamento per un forte breakout di EUR/USD in vista della Fed
Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per un breakout deciso di EUR/USD nelle prossime settimane, avvicinandoci alla cruciale riunione di settembre della Federal Reserve. Gli indicatori economici dell’Eurozona restano resilienti e il calo del petrolio sostiene l’euro, ma l’incertezza sui tassi statunitensi continua a mantenere il mercato “tappato”. I trader dovrebbero puntare a catturare volatilità mentre il cross oscilla in prossimità di punti di svolta critici.
Pur in presenza di report su vendite di EUR/JPY da parte del Tesoro USA per gestire i cambi, riteniamo che questa pressione sia temporanea. L’U.S. Exchange Stabilization Fund detiene circa 13 miliardi di dollari di asset denominati in euro, una goccia nel mare rispetto ai circa 7,5 trilioni di dollari scambiati ogni giorno sul mercato valutario globale. Di conseguenza, l’eventuale pressione ribassista sull’euro legata a questo specifico intervento dovrebbe attenuarsi rapidamente.
Strategie per tradare i prossimi dati macro USA
Suggeriamo di utilizzare strangle su opzioni per negoziare le imminenti pubblicazioni macro USA, che fungeranno da catalizzatore immediato. Dati statunitensi più forti potrebbero facilmente spingere EUR/USD nuovamente sotto 1,1500, mentre dati deboli probabilmente innescheranno un test dell’area di resistenza 1,1615/20. Storicamente, ad agosto i volumi sono più sottili: ciò significa che le sorprese sui dati possono generare movimenti di prezzo amplificati.
Se inflazione e occupazione negli USA segnalassero un taglio dei tassi Fed più aggressivo a settembre, ci aspettiamo che l’euro superi agevolmente l’attuale “tetto”. I trader possono inoltre utilizzare opzioni barrier per proteggere posizioni long esistenti da una discesa improvvisa sotto 1,1500. Monitorare da vicino anche le operazioni di vendita di dollari in corso a Tokyo aiuterà a valutare il momentum più ampio del biglietto verde.
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