EUR/USD è scivolato verso 1,1215 nelle prime contrattazioni asiatiche, mentre l’euro si è indebolito a fronte del riemergere di tensioni fiscali e politiche in Francia. Lo spread tra i titoli di Stato decennali francesi e tedeschi è salito oltre 150 pb, segnando il livello più ampio dalla crisi del debito dell’Eurozona del 2011. In Francia si sono inoltre registrati scontri tra polizia e manifestanti, mentre la presidente della BCE Christine Lagarde ha affermato che la Francia dovrebbe affrontare le criticità strutturali attraverso la politica fiscale nazionale. Altrove, la Spagna si avvia verso elezioni generali anticipate il 29 novembre, aggiungendo incertezza in tutta l’area.
Negli Stati Uniti, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha evitato di indicare le prossime mosse sui tassi, e le quotazioni implicano una probabilità dell’83,9% di tassi invariati più avanti questo mese, in aumento dal 49% di un mese fa, secondo il CME FedWatch Tool. Un’analisi bancaria continua a prevedere due ulteriori rialzi BCE da 25 pb—dicembre e marzo 2027—che porterebbero il tasso sui depositi al 3%, segnalando al contempo un moderato potenziale rialzista di medio termine per i rendimenti lunghi dell’euro, ma con spazio per un ritracciamento nel breve. Le dichiarazioni di Warsh hanno ottenuto un punteggio di 5,6/10 contro una media storica di 6,1/10 su FXS Speechtracker, mentre il FXS Fed Sentiment Index è rimasto a 127,51 dopo una variazione di 0,00 punti. Sul piano tecnico, l’RSI si attesta a 37,5, con resistenze in area 1,1270, 1,1440 e 1,1465, e supporto intorno a 1,1100.
Spread OAT-Bund e rischio politico nell’Eurozona
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