EUR/USD: tecnici e driver macro
Con l’euro attualmente in area 1,1555 questo giovedì 6 agosto 2026, si osserva un’immediata resistenza tecnica poco più in alto, in corrispondenza della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni a 1,1570. Poiché l’Indice di Forza Relativa (RSI) si sta spingendo verso l’area di ipercomprato a 64,34, nel breve i rialzi potrebbero restare contenuti. Suggeriamo ai trader su derivati di monitorare con attenzione questi livelli di “tetto”, mentre il mercato si prepara a catalizzatori macro cruciali.
Il deludente dato ADP sull’occupazione privata (44mila) pubblicato a inizio settimana ha indebolito il biglietto verde, ma il rapporto ufficiale sul lavoro USA di domani potrebbe facilmente invertire la tendenza. Storicamente, il cambio EUR/USD registra una fluctuazione media giornaliera di 70-100 pips nei giorni di pubblicazione dei Non-Farm Payrolls. Se i dati di venerdì dovessero superare le attese, ci aspettiamo un brusco ritracciamento verso il supporto della linea mediana delle Bande di Bollinger in area 1,1450.
Strategie operative e outlook di brevissimo
Per gestire la volatilità in arrivo, proponiamo ai trader di opzioni di valutare l’acquisto di straddle o strangle “near-the-money” per beneficiare di un breakout marcato in entrambe le direzioni. Considerato che EUR/USD resta la coppia più liquida al mondo, con circa il 30% dei 7.500 miliardi di dollari di volumi giornalieri globali sul mercato FX, la liquidità dovrebbe rimanere sufficientemente profonda per implementare queste strategie di breve. Per chi mantiene posizioni long spot, l’acquisto di opzioni put protettive con strike vicino a 1,1450 è un modo prudente per coprirsi da un possibile rimbalzo del dollaro in chiave hawkish.
Nelle prossime settimane, l’allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e una crescita marginale nell’Eurozona continueranno a guidare il trend di fondo. Sebbene le speranze di un accordo sulla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz sostengano il sentiment di rischio, i PMI deboli dell’area euro indicano che la valuta unica non dispone dello slancio strutturale per un rally sostenuto. Raccomandiamo di mantenere un’impostazione prudente sull’euro in prossimità della resistenza a 1,1570, a meno che i dati economici USA non continuino a deteriorarsi in modo significativo.
Giovedì, in sessione asiatica, EUR/USD è salito verso 1,1555 mentre il dollaro USA arretrava dopo dati statunitensi deboli e un raffreddamento delle tensioni in Medio Oriente. Secondo indiscrezioni, Iran e Oman sarebbero vicini a finalizzare un quadro per la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, sebbene funzionari iraniani abbiano avvertito che ciò non comporterebbe automaticamente la riapertura della rotta. Negli Stati Uniti, ADP ha indicato che l’occupazione nel settore privato è aumentata di 44mila unità in luglio dopo +98mila in giugno, sotto un consenso di 70mila. L’ISM servizi è salito marginalmente a 54,1 da 54,0, ma ha mancato le attese (54,5); l’attenzione si sposta ora sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione USA e sul Job Report di venerdì per indicazioni sul pricing di tassi “higher for longer”.
Nell’area euro, i PMI finali dei servizi e composito hanno mostrato solo un miglioramento frazionale rispetto alle stime preliminari, segnalando complessivamente una crescita marginale, con una lieve contrazione in Francia e Germania a luglio. La comunicazione della Fed è rimasta orientata alla vigilanza sull’inflazione: un punteggio Speechtracker è risultato pari a 7,2/10 contro una media storica di 6,5/10, mentre il FXS Fed Sentiment Index è sceso di 1,93 punti a 140,92, restando comunque sopra la soglia neutrale di 100. Sul piano tecnico, EUR/USD si colloca sotto la SMA a 100 giorni, con RSI a 64,34; le resistenze sono viste a 1,1570 e 1,1575, con supporti a 1,1450 e 1,1320. Nel contesto del mercato valutario, si ricordano la quota del 31% dell’euro nelle transazioni FX del 2022 e un turnover medio giornaliero di 2.200 miliardi di dollari; EUR/USD rappresenta circa il 30% di tutti gli scambi, contro EUR/JPY 4%, EUR/GBP 3% ed EUR/AUD 2%.
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