EUR/JPY è tornato sopra 179,00 giovedì dopo che la BCE ha alzato il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,50%, il secondo incremento dall’inizio della guerra USA-Iran. La decisione era stata pienamente incorporata nei prezzi e ha contribuito a stabilizzare il cross, sceso da sopra 180,00 nell’ultima settimana. Al momento della stesura era in rialzo dello 0,40%, con l’euro che ha interrotto la striscia positiva di tre giorni dello yen. L’inflazione dell’area euro è stata del 3,3% ad agosto, con l’energia principale motore, mentre il petrolio scambiava vicino a 100 dollari al barile mentre il conflitto in Medio Oriente continuava a mantenere pressione sui prezzi energetici.
L’attenzione si sta spostando sul Giappone, dove le aspettative di un rialzo della BoJ già a settembre, insieme a sospetti di sostegno alla valuta, hanno sostenuto lo yen e spinto il cross al ribasso. La BoJ si riunisce il 18 settembre e un rialzo potrebbe rafforzare ulteriormente lo yen, mentre una pausa manterrebbe il supporto relativo di politica monetaria a favore della BCE. In termini tecnici, EUR/JPY scambiava a 179,38, mantenendosi sopra la SMA a 20 periodi a 178,81 ma ancora sotto la SMA a 100 periodi a 183,51; l’RSI è risalito verso la fascia media dei 40. La resistenza era a 179,46, mentre il supporto era visto a 179,05, poi 178,78 e 178,54.
Prospettive di volatilità e strategia di trading
Consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità più elevata e di considerare strategie long volatility, come gli straddle, in vista della cruciale riunione della Bank of Japan del 18 settembre. Con EUR/JPY attualmente a 179,38, il mercato appare “compresso” dopo il recente rialzo dei tassi della BCE al 2,50%. I dati storici mostrano che precedenti improvvisi interventi giapponesi sul cambio, come quelli del 2024 che hanno mosso il mercato di oltre 500 pip in pochi giorni, possono azzerare rapidamente posizioni direzionali non coperte.
Con il Brent vicino a 100 dollari al barile a causa dei persistenti conflitti in Medio Oriente, l’inflazione trainata dall’energia probabilmente manterrà la BCE su un orientamento restrittivo. Il dato di inflazione dell’Eurozona di agosto al 3,3% suggerisce che la BCE non abbia concluso il ciclo di inasprimento, il che dovrebbe limitare discese profonde dell’euro nel medio termine. Riteniamo che acquistare opzioni call sull’euro a breve scadenza sui ribassi in prossimità del supporto a 178,50 offra un rapporto rischio/rendimento interessante nel caso in cui la BoJ decida di lasciare i tassi invariati.
Gestione della posizione e livelli tecnici
Al contrario, un rialzo dei tassi della BoJ confermato la prossima settimana potrebbe innescare un forte rally dello yen e spingere EUR/JPY ben sotto la media mobile a 20 periodi di 178,81. Per coprirsi da questo rischio, raccomandiamo di utilizzare stop-loss stretti sulle posizioni spot esistenti oppure di acquistare opzioni put out-of-the-money puntando a un ritracciamento verso l’area 175,00. I trader su derivati devono restare agili, poiché qualsiasi sorpresa hawkish da Tokyo sposterà immediatamente il momentum a favore dello yen.
Sul fronte tecnico, monitoriamo la resistenza immediata a 179,46. Una rottura netta al rialzo di questa barriera potrebbe innescare un movimento verso la media mobile a 100 periodi in area 183,51. Fino a quando non supereremo l’appuntamento del 18 settembre, suggeriamo di mantenere dimensioni di posizione contenute e di concentrarsi su spread in opzioni a rischio definito per attraversare le oscillazioni in arrivo.
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