EUR/JPY ha ridotto le perdite iniziali ma è rimasto in territorio negativo, scambiando intorno a 183,80 nelle ore asiatiche di giovedì dopo un rimbalzo all’interno di un triangolo simmetrico. Il cross resta in una fase correttiva al di sotto dei principali filtri di trend di breve e medio periodo, con la EMA a 9 giorni a 184,47 e la EMA a 50 giorni a 184,95 che fungono da resistenze ravvicinate. Dopo non essere riuscito a mantenere i rialzi in prossimità dei massimi recenti, è tornato sotto queste medie mobili, mentre l’RSI a 14 giorni si attesta a 36,96, vicino a condizioni di ipervenduto.
Il prezzo è marginalmente sopra il VWAP a 183,69 e il cross resta ancora contenuto nel triangolo simmetrico, suggerendo un’ulteriore fase di consolidamento in vista di un potenziale breakout. Il supporto iniziale si colloca vicino al bordo inferiore del triangolo a 183,40; una discesa aprirebbe spazio verso il minimo a quattro mesi di 181,87 del 16 marzo, seguito dal minimo a sei mesi a 180,81. Sul lato opposto, un superamento di 184,47 allevierebbe la pressione immediata, anche se sarebbe necessaria una chiusura giornaliera sopra 184,95 per aprire la strada a un test della resistenza in area massimo storico a 187,95.
Consolidamento triangolare e strategia di trading
Dato che l’EUR/JPY si sta comprimendo all’interno di un triangolo simmetrico, lo interpretiamo come una fase di accumulo di energia prima di un movimento di prezzo significativo. L’indecisione del mercato suggerisce di prepararsi a un breakout, più che puntare sull’attuale range ristretto. I livelli chiave da monitorare sono il bordo inferiore del triangolo intorno a 183,40 e la resistenza in prossimità della EMA a 50 giorni a 184,95.
Nelle prossime settimane, riteniamo che l’approccio migliore sia acquistare volatilità, poiché la direzione della rottura resta incerta. Ciò implica l’utilizzo di strategie in opzioni come long straddle o strangle, che possono trarre beneficio da un ampio movimento in entrambe le direzioni. In questo modo è possibile sfruttare il breakout senza dover prevedere correttamente se avverrà al rialzo o al ribasso.
Driver macro, definizione del rischio e outlook sulla volatilità
Sul piano fondamentale, questo consolidamento dei prezzi appare coerente alla luce dei segnali contrastanti provenienti dalle banche centrali. Notiamo che gli ultimi dati sull’inflazione dell’Eurozona si sono attestati al 2,3%, leggermente sopra le attese, alimentando l’incertezza sulla prossima mossa della Banca Centrale Europea. Tale indecisione della BCE sta mantenendo l’euro in un intervallo laterale.
Parallelamente, l’ultimo sondaggio Tankan della Bank of Japan ha evidenziato un lieve miglioramento del sentiment delle imprese, ma i policymaker restano pubblicamente orientati a una politica monetaria prudente. Questo rende altrettanto poco chiara la direzione dello yen e contribuisce alla dinamica di compressione dei prezzi. Il differenziale dei tassi, che è stato un driver chiave, al momento è stabile ma potrebbe cambiare rapidamente alla luce di nuove indicazioni.
Per i trader con un bias direzionale, utilizzeremmo le opzioni per definire il rischio. Una view ribassista potrebbe essere espressa acquistando opzioni put con strike al di sotto del supporto a 183,40. Al contrario, un breakout rialzista potrebbe essere impostato acquistando opzioni call con strike sopra il livello psicologico di 185,00.
Storicamente, consolidamenti simili si sono risolti con movimenti decisi; un pattern a fine 2024 ha portato a un movimento di 500 pip in meno di due settimane. Rileviamo che la volatilità implicita a un mese su EUR/JPY è attualmente su un livello moderato pari al 9,5%, suggerendo che le opzioni non stanno ancora prezzando un movimento particolarmente ampio, aprendo una finestra di opportunità. Riteniamo prudente impostare le posizioni prima che la volatilità aumenti in seguito al breakout.
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