EUR/GBP si è stabilizzato venerdì dopo una vendita durata quattro sedute che ha spinto il cross sui minimi di un anno, con l’euro in lieve recupero all’interno di un range ristretto. La coppia si attestava intorno a 0,8571 al momento della stesura ed era diretta verso la seconda flessione settimanale consecutiva, mentre i mercati continuavano a prezzare uno sfondo più debole per la moneta unica.
La valuta unica è stata penalizzata dal ridimensionamento delle aspettative di ulteriori strette della Banca Centrale Europea dopo letture dell’inflazione più morbide. L’HICP dell’Eurozona è sceso al 2,8% su base annua in giugno dal 3,2% di maggio e l’HICP core è rallentato al 2,4% dal 2,6%, mentre Deutsche Bank ha portato sotto il 50% la probabilità di un rialzo BCE entro settembre e ha stimato intorno al 70% le chance di una mossa entro dicembre. I dati di attività sono stati contrastati: l’HCOB Eurozone Composite PMI è risalito a 50,0 in giugno da 48,5, mentre lo S&P Global UK Composite PMI Output Index è sceso a 49,3 da 49,7, restando sotto 50,0 per il secondo mese; il differenziale atteso fra i tassi BCE e Bank of England continuava a sostenere la sterlina.
Divergenza tra banche centrali guida l’outlook su EUR/GBP
Con EUR/GBP in consolidamento vicino a 0,8571 dopo aver toccato un minimo di un anno, vediamo un’opportunità legata alla divergenza tra le politiche delle banche centrali. Il driver fondamentale resta il differenziale dei tassi d’interesse tra la Banca Centrale Europea e la Bank of England. È probabile che, nel breve termine, questo gap favorisca la sterlina.
Il recente rallentamento dell’inflazione nell’Eurozona al 2,8% ha ridotto la pressione sulla BCE per valutare un ulteriore rialzo dei tassi. I dati diffusi il 29 giugno hanno mostrato che anche l’inflazione tedesca, metrica chiave per il blocco, è scesa al 2,5%, rafforzando l’idea che il ciclo di rialzi della BCE sia terminato. Ciò contrasta nettamente con la situazione nel Regno Unito.
Nel frattempo, la Bank of England mantiene una linea ferma: l’inflazione UK di maggio è rimasta elevata al 3,5%, ben al di sopra del target. I commenti del governatore Bailey, secondo cui i tagli dei tassi sono “fuori discussione”, consolidano l’aspettativa che i tassi britannici restino più alti più a lungo. Questa divergenza di policy è il pilastro centrale della nostra view.
Strategia di trading e livelli chiave
Alla luce di ciò, dovremmo valutare l’acquisto di opzioni put su EUR/GBP con scadenze tra fine luglio e agosto 2026. Questo consente di posizionarsi per un’ulteriore discesa con un rischio definito, limitato al premio pagato. Uno strike intorno a 0,8550 consentirebbe di sfruttare una rottura dei minimi recenti.
L’operazione è coerente con il sentiment di mercato: i recenti dati CFTC mostrano che gli operatori speculativi hanno aumentato le posizioni nette long sulla sterlina. Allo stesso tempo, le scommesse rialziste sull’euro sono state ridotte in modo costante nell’ultimo mese. In sostanza, seguiamo il flusso di capitale.
Il livello chiave da monitorare è il minimo recente in area 0,8560: una rottura decisa al di sotto potrebbe aprire la strada verso 0,8500, che ha rappresentato un supporto significativo nell’estate del 2025. Tuttavia, occorre restare attenti alla debolezza dei dati PMI del Regno Unito, poiché un ulteriore deterioramento dell’economia britannica potrebbe spingere la Bank of England ad ammorbidire la propria impostazione.
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