La volatilità realizzata sul cambio è scesa a metà agosto, mentre i mercati restano a proprio agio con l’ipotesi che la Federal Reserve mantenga la politica monetaria invariata o la inasprisca nella riunione del 16 settembre. Le quotazioni implicano una probabilità del 50% di un rialzo di 25 pb, con la decisione presentata come dipendente dai dati in arrivo. In questo contesto, l’US Dollar Index (DXY) dovrebbe rimanere in un trading range, tra 99,50 e 100,00 in vista della pubblicazione del CPI USA di luglio.
L’attenzione è rivolta anche ai tassi e alle dinamiche di offerta nel mercato obbligazionario. I rendimenti dei Treasury USA a più lunga scadenza si collocano nella parte alta dei range recenti, mentre il settore tecnologico si prepara a nuove emissioni, aumentando l’offerta prospettica. Nvidia ha dichiarato che collaborerà con sei case d’investimento per strutturare 500 miliardi di dollari di finanziamenti via debito per i clienti. Un rinnovato sell-off sui Treasury USA viene segnalato come un rischio chiave in grado di destabilizzare le condizioni attuali nei prossimi mesi.
Opportunità e cautele nei mercati FX a bassa volatilità
Nel contesto dei mercati tranquilli di metà agosto, la volatilità realizzata sul FX sta scendendo su minimi significativi, offrendo un ambiente temporaneamente stabile per le strategie di carry trade. I trader di derivati potrebbero valutare di sfruttare questa calma vendendo volatilità su scadenze brevi, mentre l’US Dollar Index (DXY) resta saldamente ancorato tra 99,50 e 100,00. Tuttavia, è necessario mantenere prudenza: questo periodo di quiete potrebbe interrompersi bruscamente se i prossimi dati sull’inflazione modificassero le attese in vista della riunione di settembre della Federal Reserve.
Sebbene il mercato prezzI attualmente una probabilità del 50% (testa o croce) di un rialzo dei tassi Fed di 25 punti base, non ci aspettiamo che la prossima pubblicazione del CPI sconvolga immediatamente le strategie di carry trade. Precedenti storici recenti — come il Deutsche Bank FX Volatility Index in calo verso minimi pluriennali sotto il 7,00% durante periodi analoghi di bassa attività — mostrano che il carry può persistere anche a fronte di oscillazioni modeste dei dati. Strategie su derivati come strangle “range-bound” o iron condor sulle principali coppie in dollari potrebbero beneficiare di un costante decadimento del premio nelle prossime due settimane.
Rischi nel mercato obbligazionario e strategie di copertura della volatilità
La principale minaccia a questo contesto “pacifico” si trova nel reddito fisso, dove i rendimenti dei Treasury USA a lunga scadenza stanno testando la parte alta dei range recenti. Con il rendimento del Treasury decennale USA in prossimità di livelli psicologici critici di resistenza tra 4,30% e 4,50%, un’intensa attività di emissioni di debito corporate potrebbe innescare un improvviso sell-off obbligazionario. Suggeriamo ai trader di coprirsi contro improvvisi picchi di volatilità acquistando opzioni call out-of-the-money su indici di volatilità oppure utilizzando futures sui Treasury per proteggersi da un repentino aumento dei rendimenti.
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