Le azioni statunitensi hanno reagito a malapena alla contrazione delle buste paga di luglio. Il Dow Jones Industrial Average era in rialzo di circa 65 punti, pari allo 0,1%, scambiando intorno a 54.000; ha toccato brevemente poco sopra 54.100 dopo la pubblicazione delle 12:30 GMT e non ha più rivisitato quel picco. Sul fronte dei tassi, i futures hanno riprezzato più la tempistica che il livello terminale: la riunione del 16 settembre implica una probabilità del 44,1% di un rialzo di un quarto di punto contro il 55,9% di nessuna variazione, rispetto al 59,2% di pausa di una settimana fa, mentre la probabilità di pausa del 28 ottobre è scesa al 68,5% dall’88,0%. Al 9 dicembre, l’attuale corridoio 3,50%-3,75% è prezzato allo 0%, tuttavia la probabilità di un secondo rialzo entro dicembre si è attenuata al 14,4% dal 31,3%.
I Treasury hanno visto un irripidimento della curva con un rally sul tratto breve. Il rendimento del biennale è sceso di oltre quattro punti base a 4,204%, il minimo dal 17 luglio, mentre il decennale è scivolato a 4,651% e il trentennale è salito marginalmente a 5,208%, vicino ai massimi dal 2007 toccati una settimana prima. Il tasso di disoccupazione è calato al 4,1% dal 4,2% mentre il tasso di partecipazione è sceso al 61,4%, il livello più basso da oltre cinque anni, mentre l’U6 è rimasto al 7,9%; i salari sono aumentati del 3,2% a/a contro attese del 3,5%, il dato precedente è stato rivisto al ribasso al 3,4%, e le buste paga di giugno sono state riviste a 20 mila da 57 mila. In precedenza l’indice aveva raggiunto un record appena sotto 54.750 ed è in crescita di quasi 1.500 punti, circa il 3%, per un secondo rialzo settimanale; il petrolio vicino a 78,00 dollari riflette una narrativa di riapertura dello Stretto di Hormuz anche se martedì hanno attraversato otto navi contro circa 100 al giorno in periodo prebellico. In vista del 16 settembre, i mercati attendono CPI (headline 0,1% m/m, 3,4% a/a; core 0,2% m/m, 2,5% a/a), PPI (0,1% m/m), vendite al dettaglio e fiducia dell’Università del Michigan (54 da 55,2) con aspettative al 4,2% a un anno e al 3,3% a cinque anni; i marker tecnici indicano resistenza sopra 54.100 e supporto a 53.800, con una EMA a 50 giorni vicino a 52.000 e Stoch RSI intorno a 50.
Rischi per il mercato azionario e strategie sulla volatilità
Dovremmo affrontare le prossime settimane con cautela, poiché la recente contrazione del mercato del lavoro è più un blocco delle assunzioni che un’ondata di licenziamenti. Con il Dow Jones Industrial Average in area 54.000, la reazione contenuta dell’azionario mostra che gli investitori stanno trascurando una debolezza strutturale a favore dell’ottimismo geopolitico. I dati storici su fasi analoghe di congelamento delle assunzioni indicano che questi mercati impiegano molto più tempo a recuperare, il che suggerisce di evitare posizionamenti long aggressivi finché non emergeranno dati più chiari.
Sul mercato delle opzioni, raccomandiamo di coprirsi dalla volatilità di breve puntando al livello chiave di supporto a 53.800 sul Dow. Una chiusura giornaliera sotto questa soglia potrebbe innescare un rapido calo verso l’area 53.500, invalidando il recente breakout rialzista. Possiamo utilizzare opzioni put a breve scadenza per proteggere l’esposizione azionaria esistente in vista della pubblicazione dell’Indice dei prezzi al consumo (CPI) di mercoledì prossimo.
Opportunità su energia e derivati sul reddito fisso
Dovremmo inoltre osservare da vicino il settore energetico, dove il greggio vicino a 78,00 dollari al barile sta prezzando una risoluzione geopolitica che i dati sullo shipping non supportano. Mentre proseguono i negoziati sul transito, i passaggi giornalieri di navi attraverso lo Stretto di Hormuz restano appena all’8% dei livelli normali prebellici di 100 navi al giorno. Operare con call su Brent o WTI potrebbe offrire un profilo rischio/rendimento favorevole se i colli di bottiglia nel trasporto persistono e i timori sull’offerta tornano a dominare il mercato.
Per i derivati sul reddito fisso, l’ampliamento del divario tra i rendimenti Treasury a breve e a lungo termine presenta un’interessante opportunità. Ci aspettiamo che il tratto anteriore della curva resti altamente sensibile alle prossime indicazioni sulle aspettative d’inflazione, attualmente al 4,2% a un anno. I trader di derivati dovrebbero considerare strategie di steepener sulla curva dei rendimenti tra biennale e decennale, mentre il mercato si adegua a un percorso di politica monetaria della Fed più dilazionato.
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