Il dollaro USA affronta un nuovo test con la riapertura dei mercati dopo la pausa per l’Independence Day, con l’attenzione che si sposta sui verbali del FOMC e sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione dopo segnali più deboli dal mercato del lavoro statunitense. Il Dollar Index tratta intorno a 100,90 ed è avviato a una flessione settimanale dello 0,50%, mentre in agenda figurano il dato finale dell’S&P Global Services PMI e l’ISM Services PMI lunedì, la bilancia commerciale martedì e i verbali della riunione Fed di giugno — la prima sotto la guida del presidente Kevin Warsh — mercoledì.
EUR/USD è in area 1,1440, con l’attenzione su dati commerciali e industriali di Germania e Francia, insieme all’impostazione prudente della BCE. GBP/USD è in rialzo di oltre l’1% nella settimana e scambia intorno a 1,3350. USD/JPY è vicino a 161,40 dopo un massimo a 40 anni di 162,84. AUD/USD è poco sotto 0,6940. Il WTI è intorno a 68,80 dollari al barile, mentre l’oro è vicino a 4.175 dollari. La prossima settimana porta anche la Monetary Policy Review della RBNZ e la decisione sull’OCR mercoledì; giovedì seguirà il resoconto (“account”) della BCE, e martedì sono attesi il Financial Stability Report della BoE e il verbale dell’FPC; non sono previste decisioni sui tassi da parte di Fed, BCE, BoE, BoJ, RBA o BoC.
Prospettive sul dollaro USA e considerazioni sulla volatilità
Riteniamo che il dollaro USA sia sotto pressione dopo la settimana festiva, preparando il terreno a un test cruciale. I prossimi verbali del FOMC e i dati sul lavoro determineranno la prossima direzione. Le recenti rilevazioni, che mostrano le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione in aumento a 238.000, hanno già alimentato le speculazioni su una Federal Reserve meno aggressiva.
Questa incertezza rende questo un buon momento per valutare strategie in opzioni che beneficiano di un aumento della volatilità, indipendentemente dalla direzione. Riteniamo che la volatilità implicita sulle principali coppie come EUR/USD e GBP/USD tenderà probabilmente a salire in avvicinamento alla pubblicazione dei verbali Fed. Un tono “dovish” potrebbe spingere il dollaro in marcato calo, mentre un’impostazione sorprendentemente “hawkish” potrebbe innescare un rimbalzo significativo.
Livelli chiave degli asset e implicazioni di strategia
Per USD/JPY, che tratta vicino a 161,40, il rischio è bilaterale e crea opportunità per collar in opzioni. Questo livello richiama le aree di possibile intervento seguite con attenzione già nel 2024, il che implica che ulteriore forza del dollaro potrebbe essere limitata dalle autorità giapponesi. Dall’altro lato, una sorpresa dovish della Fed potrebbe innescare un rapido movimento verso il basso in direzione dell’area 158-159.
Monitoriamo anche l’oro, che si mantiene solido in area 4.175 dollari, sostenuto dalle aspettative di tagli dei tassi più avanti. Se i verbali del FOMC dovessero suggerire crescenti preoccupazioni per un raffreddamento dell’economia, ciò potrebbe spingere al ribasso i rendimenti dei Treasury USA e alimentare un’ulteriore gamba rialzista per il metallo. Valuteremmo opzioni call long sull’oro come modo per sfruttare questo potenziale scenario.
Il dollaro australiano resterà sensibile sia alla direzione del dollaro USA sia al sentiment sull’economia cinese. Nel frattempo, il WTI sotto i 70 dollari al barile contribuisce per ora ad attenuare i timori d’inflazione. Tuttavia, un inatteso irrigidimento (“hawkishness”) da parte della Fed potrebbe rafforzare il dollaro ed esercitare pressione ribassista su entrambe queste commodity.
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