Il dollaro USA con scadenza settembre 2026 era in rialzo a 101,005, mentre il greggio settembre 2026 saliva a 90,46. Sul fronte dei tassi, il T-Bond trentennale settembre 2026 era in calo di 8 tick a 109,25. Gli asset rischiosi risultavano più deboli: l’S&P 500 E-mini (ES) giugno 2026 perdeva 85 tick a 7.520,00 e l’oro agosto 2026 trattava in ribasso a 4.090,00. Il market colour indicava inoltre scambi contrastati in Asia e cali in Europa.
Sono state evidenziate due pubblicazioni in calendario: le richieste di sussidio di disoccupazione alle 8:30 EST e le scorte di gas naturale alle 10:30 EST. Un’analisi separata si è concentrata sul rapporto tra i Treasury a 2 anni (ZT) e i future azionari, usando il contratto Dow (YM) come confronto. Il 22/07/26, lo ZT settembre 2026 è sceso intorno alle 8:30 EST mentre il Dow giugno 2026 saliva più o meno nello stesso momento, come mostrato dai grafici a 15 minuti; il movimento è stato inquadrato come un’impostazione short da oltre 20 tick per contratto, con ogni tick valorizzato 6,25 dollari.
Tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e disallineamenti di mercato
Manteniamo un forte bias ribassista per le prossime settimane, poiché i mercati azionari affrontano una marcata pressione in vendita, come evidenziato dall’S&P 500 E-mini in calo a 7.520,00. Questo momentum negativo è fortemente correlato all’aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare legate all’Iran, che storicamente hanno innescato picchi dei prezzi dell’energia. Con il greggio settembre in salita a 90,46 dollari, i trader dovrebbero prepararsi a una volatilità persistente, dato che l’elevato costo dell’energia rischia di riaccendere i timori di inflazione.
Stiamo osservando un inusuale disallineamento: dollaro USA e greggio in rialzo simultaneamente, mentre il T-Bond trentennale scivola a 109,25. Di norma, un dollaro più forte tende a comprimere i prezzi delle materie prime, ma l’attuale premio per il rischio geopolitico sta prevalendo su questa tradizionale relazione inversa. I trader su derivati devono adattarsi a queste correlazioni “rotte”, perché operare esclusivamente sulla base delle regole storiche intermarket può portare a perdite inattese in questa fase.
Impostazioni operative e dati chiave da monitorare
Per muoversi in questo contesto irregolare, suggeriamo di concentrarsi sull’affidabile correlazione inversa tra i Treasury a breve termine, come il Note a 2 anni, e i principali indici azionari. Storicamente, quando i prezzi dei Treasury scendono, le azioni spesso registrano brevi rally di sollievo, offrendo impostazioni operative rapide in controtendenza. Ad esempio, monitorare questi spostamenti intraday può generare guadagni veloci di 20 tick o più per contratto sul Note a 2 anni durante passaggi chiave della seduta.
Occorre inoltre seguire con attenzione le prossime uscite macroeconomiche, in particolare le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione e il report sulle scorte di gas naturale. I dati recenti sul mercato del lavoro hanno mostrato oscillazioni, con richieste in media intorno a 220.000–240.000 negli ultimi mesi, mantenendo la Federal Reserve in stato di massima attenzione. Qualsiasi sorpresa su questi numeri è probabile che inneschi movimenti repentini e bruschi sia sui rendimenti obbligazionari sia sui future sugli indici.
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