Il dollaro australiano ha ridotto le perdite iniziali dopo che la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati con una votazione 9–3, con tre policymaker dissenzienti a favore di un rialzo di 25 punti base. AUD/USD scambiava in area 0,6950, in calo dello 0,32%, mantenendo la coppia sotto pressione nonostante la decisione.
Nel comunicato, la Fed ha affermato che l’attività economica continua a espandersi a un ritmo costante, mentre l’incertezza resta elevata a causa del conflitto in Medio Oriente. Ha inoltre citato una solida crescita della produttività e degli investimenti in capitale, con un aumento dell’occupazione coerente con la crescita della forza lavoro e un tasso di disoccupazione sostanzialmente stabile. La decisione di mantenere i tassi è stata accompagnata dal dissenso della presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack, del presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari e della presidente della Fed di Dallas Lorie Logan, tutti favorevoli a un incremento di 25 punti base, mentre i mercati attendevano la conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh.
Strategia sui derivati e prospettive di volatilità su AUD/USD
Riteniamo che gli operatori sui derivati debbano prepararsi a un aumento della volatilità sulla coppia AUD/USD nelle prossime settimane dopo la decisione “spaccata” della Federal Reserve di lasciare i tassi invariati. Con tre dissenzienti hawkish che spingono per un rialzo, il bias rimane orientato verso un biglietto verde più forte. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni put su AUD a breve scadenza per proteggersi da un possibile scivolone sotto il supporto chiave di 0,6900.
Livelli chiave, driver macro e tattiche operative
Storicamente, la soglia di 0,7000 ha rappresentato una pesante barriera psicologica per il dollaro australiano, limitando i principali rialzi dall’inizio del 2023. Attualmente, l’inflazione al consumo in Australia resta “ostinata” intorno al 3,8%, il che mantiene il tasso di riferimento della Reserve Bank of Australia elevato al 4,35%. Tuttavia, il differenziale dei tassi continua a favorire il dollaro USA finché la Fed lascia intendere la possibilità di ulteriori strette.
Le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano ad alimentare flussi verso i beni rifugio in direzione del biglietto verde, mantenendo l’Aussie, sensibile alle commodity, sulla difensiva. Gli investimenti in capitale negli Stati Uniti sono cresciuti di un robusto 2,4% lo scorso trimestre, a dimostrazione che l’economia americana può gestire senza difficoltà questi livelli di tassi. I trader dovrebbero valutare vendite su AUD/USD su rimbalzi temporanei verso 0,6980, puntando a un ritorno in area 0,6800.
Occorre monitorare attentamente l’imminente conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh per eventuali indicazioni su future strette. Se dovesse sposare l’impostazione hawkish dei tre dissenzienti, la volatilità implicita delle opzioni su AUD/USD, attualmente vicino a un minimo dell’8,2%, potrebbe aumentare sensibilmente. L’utilizzo di straddle potrebbe essere un modo efficace per negoziare questa incertezza senza assumere troppo presto una scommessa direzionale.
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