Dollaro australiano in calo: l’inflazione di giugno sotto le attese raffredda le scommesse su un inasprimento della RBA

by VT Markets
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Jul 29, 2026

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) australiano è salito del 3,8% su base annua a giugno, in rallentamento dal 4% di maggio e sotto la stima consensuale del 4%, secondo l’Australian Bureau of Statistics. Il CPI mensile è sceso dello 0,1% dopo il -0,7% precedente, battendo le attese che indicavano un aumento dello 0,2%. Il Trimmed Mean CPI della RBA è stato riportato allo 0,8% e al 3,6% rispettivamente su base mensile e annua, mentre la misura del Trimmed Mean CPI è aumentata anche dello 0,3% mese su mese e si è mantenuta al 3,6% anno su anno.

Dopo la pubblicazione, il dollaro australiano si è indebolito, con l’AUD/USD in calo dello 0,29% a 0,6954, rispetto a livelli intorno a 0,6950 prima del dato. L’anteprima precedente indicava un CPI al 4% su base annua, un CPI mensile allo 0,2% dopo -0,7% e un Trimmed Mean CPI al 3,7% su base annua rispetto al 3,6%, insieme a una lettura mensile dello 0,4%. Il contesto includeva il tasso cash della RBA fermo al 4,35% dopo tre rialzi nel 2026, i benchmark del petrolio intorno a 80 dollari per il WTI e 84 dollari per il Brent, e una decisione della Fed attesa lasciare i tassi al 3,75%.

Implicazioni per il dollaro australiano e le aspettative sui tassi

Dovremmo posizionarci per un dollaro australiano più debole nelle prossime settimane dopo il sorprendente calo dell’inflazione al consumo al 3,8% a giugno. Questa lettura più morbida delle attese, in discesa dal 4,0% di maggio, riduce in modo significativo la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia rispetto all’attuale 4,35%. Con il CPI mensile in contrazione dello 0,1%, ci aspettiamo che aumenti la pressione ribassista su AUD/USD man mano che si ridimensionano le scommesse su rialzi dei tassi.

Strategie di trading e outlook tecnico

Per i trader di derivati, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza su AUD/USD con strike mirati al livello di supporto di 0,6900. Storicamente, quando l’inflazione trimestrale australiana delude il consenso di 0,2 punti percentuali o più, la valuta tende a subire una pressione di vendita persistente su un orizzonte di più settimane. Si può inoltre valutare l’acquisto di futures sui bank bill australiani a 3 anni, che sono destinati a salire mentre i rendimenti domestici scendono in risposta a questa inflazione in raffreddamento.

Sebbene il Brent rimanga elevato intorno a 84 dollari al barile a causa delle persistenti interruzioni delle rotte di spedizione in Medio Oriente, questa pressione energetica non è sufficiente a controbilanciare il raffreddamento della domanda interna. Dobbiamo anche prepararci all’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve previsto per oggi, dove un’impostazione più hawkish non farebbe che accelerare il calo di AUD/USD. In questo contesto, preferiamo utilizzare bear put spread per limitare il costo del premio pur sfruttando la dinamica ribassista.

Dal punto di vista tecnico, l’AUD/USD ha rotto al ribasso il supporto chiave di 0,6950, segnalando che si sta chiudendo il range neutrale delle ultime due settimane. Se la coppia consolida sotto questo livello, si apre spazio verso la media mobile semplice a 200 giorni in area 0,6900, rendendo particolarmente interessanti posizioni short sui futures. Consigliamo di mantenere stop-loss stretti appena sopra 0,7000 per proteggersi da improvvise notizie geopolitiche che potrebbero innescare rialzi sulle valute legate alle materie prime.

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