I mercati sono concentrati sulla pubblicazione dell’Institute for Supply Management (ISM) statunitense dell’indice PMI manifatturiero di luglio, attesa alle 14:00 GMT di lunedì. Il consenso prevede un aumento del PMI headline a 54 da 53,3 di giugno, livello che eguaglierebbe il massimo di maggio, il migliore degli ultimi quattro anni; letture sopra 50 indicano espansione. L’indicatore ISM “Prices Paid” è atteso in rallentamento a 70,3 da 73 di giugno e 82,1 di maggio, segnando la lettura sull’inflazione più bassa dall’inizio, a febbraio, della guerra USA-Iran, pur restando sopra la media di 60 dei sei mesi precedenti al conflitto. L’attenzione è rivolta anche al sotto-indice “Employment”, migliorato nelle ultime due rilevazioni ma rimasto perlopiù in contrazione negli ultimi quattro anni.
Sul forex, il Dollar Index è sui minimi da sette settimane, sotto pressione per il miglioramento del propensione al rischio dopo una pausa delle ostilità in Iran e per una brusca inversione di USD/JPY in seguito a un intervento coordinato USA-Giappone sul mercato FX a sostegno dello yen. L’euro consolida in area 1,1525 contro dollaro, ai massimi da metà giugno, con una resistenza indicata a 1,1550, poi intorno a 1,1620 e 1,1685. Il supporto è segnalato a 1,1475, seguito da 1,1375 e 1,1325; l’RSI (14) a 4 ore si colloca vicino a 64 e il MACD resta positivo.
Strategia Derivati: Opzioni EUR/USD a breve termine e copertura sul DXY
Raccomandiamo ai trader di derivati di concentrarsi sulle opzioni EUR/USD di brevissima scadenza per sfruttare la pubblicazione ISM di oggi. L’acquisto di put EUR/USD a scadenza ravvicinata o l’impostazione di bear put spread in prossimità della resistenza a 1,1550 offre un profilo rischio/rendimento interessante. Questa impostazione protegge da un PMI più forte delle attese a 54, che storicamente innesca un calo rapido di 40-60 pip sul cross.
Sul mercato dei future, monitoriamo il Dollar Index (DXY) mentre staziona sui minimi da sette settimane. Sebbene la pausa delle ostilità in Medio Oriente limiti grandi rally del biglietto verde, la copertura dell’esposizione in USD tramite posizioni lunghe su future DXY resta praticabile se il sotto-indice Employment entra in espansione. Storicamente, quando PMI manifatturiero e occupazione si espandono contemporaneamente, il dollaro recupera in media l’1,2% nelle due settimane successive.
Strategie su tassi e volatilità: Future SOFR e strangle su EUR/USD
Con l’indice Prices Paid previsto a un comunque elevato 70,3, le aspettative di inflazione restano “appiccicose”, il che implica prepararsi a un potenziale irrigidimento della politica monetaria della Federal Reserve. I trader possono utilizzare i future sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR), posizionandosi per rendimenti “più alti più a lungo” se i dati di oggi sorprenderanno al rialzo. Storicamente, pressioni analoghe sui prezzi lungo la catena di fornitura hanno costretto le banche centrali a mantenere un orientamento hawkish, rendendo particolarmente favorevoli posizioni corte sui future dei tassi a breve.
Per chi opera sulla volatilità, l’attuale assetto tecnico suggerisce l’implementazione di una strategia long strangle su EUR/USD. Con una resistenza chiave a 1,1620 e un supporto solido a 1,1475, un breakout in una delle due direzioni appare altamente probabile nelle prossime settimane. La volatilità implicita sull’euro è rimasta stabile, rendendo queste opzioni relativamente convenienti da acquistare in vista di questo cruciale snodo di dati macroeconomici.
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