Il dollaro USA ha registrato il quarto rialzo settimanale consecutivo, tornando su livelli che non si vedevano da 18 mesi, mentre i mercati hanno riprezzato la probabilità di un ulteriore irrigidimento della Federal Reserve nel quarto trimestre. L’aumento dei prezzi del greggio ha rafforzato i timori inflazionistici, mentre la rinnovata inquietudine fiscale in Francia ha contribuito a spingere l’euro ai minimi da 17 mesi contro il biglietto verde. I rendimenti dei Treasury, al contrario, sono scesi dai recenti massimi lungo tutta la curva, ma il Dollar Index (DXY) si è comunque portato sopra 102,50 e ha superato la sua media mobile semplice a 200 settimane. L’attenzione si sposta ora sulle pubblicazioni della prossima settimana sull’inflazione, insieme ai dati sulla spesa dei consumatori e a un intervento del presidente Warsh.
Aspettative sulla Fed e dati macro recenti
I mercati hanno in gran parte archiviato i Nonfarm Payrolls di settembre a +29K, mantenendo intatta l’aspettativa di nessun rialzo in ottobre, pur restando orientati verso una mossa da un quarto di punto a dicembre. I verbali del FOMC della riunione del 15–16 settembre hanno mostrato un sostegno unanime a un aumento di 25 punti base, con i rischi sull’inflazione giudicati sbilanciati al rialzo e il mercato del lavoro vicino alla piena occupazione; è stato inoltre citato un rischio di domanda al rialzo legato agli investimenti in IA.
Posizionamento sul dollaro USA e indicatori di mercato
I dati sul posizionamento hanno mostrato un aumento delle posizioni nette lunghe in USD fino a quasi 11,9 mila contratti, mentre la variazione a quattro settimane è migliorata a -5.144 da -8.352 e l’open interest è salito a poco sopra 48,3 mila; la Speculative Exposure era al 24,6%, il suo percentile a 45,5 e il Net Position Percentile a 48,2.
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