L’aumento dei rendimenti sulle scadenze lunghe e il sell-off globale sul reddito fisso hanno coinciso con un tono “risk-off” che ha aiutato il dollaro a estendere e consolidare i recenti rialzi. Il petrolio è rimasto sostenuto dopo che un summit ONU non è riuscito a generare un concreto ottimismo su una soluzione nel Golfo. Le indiscrezioni su colloqui USA-Iran su un accordo in fasi per riaprire lo Stretto di Hormuz hanno brevemente spinto il greggio al ribasso, ma il movimento si è invertito nel giro di un paio d’ore, riportando i prezzi al punto di partenza e mantenendo la pressione sui mercati obbligazionari.
Il quadro ha lasciato l’USD supportato dal contesto energetico e da aspettative più robuste di una politica della Federal Reserve più restrittiva. Il Brent viene descritto come con spazio per raggiungere 110 dollari al barile prima della fine del mese, mentre il pricing sui tassi USA a breve si è spostato. Il SOFR a 2 anni è salito di quasi 20 pb nelle ultime 48 ore, rafforzando la riprezzatura di possibili rialzi Fed.
Posizionamento per un Rally del Dollaro Prolungato
Consigliamo ai trader in derivati di posizionarsi per un rally del dollaro prolungato, poiché l’aumento dei rendimenti obbligazionari e il sentiment globale “risk-off” continuano a sostenere il biglietto verde. Anche se il dollaro appare tirato rispetto ai fondamentali di breve periodo, il persistente sell-off globale dei bond mantiene bassa la propensione al rischio. Con il rendimento del Treasury USA a 2 anni attorno al 3,6% a fine settembre 2026, i trader di opzioni FX dovrebbero concentrarsi sull’acquisto di call su USD contro le principali valute più deboli.
Opportunità nei Derivati su Energia e Tassi
Suggeriamo inoltre di andare long sui derivati energetici, in particolare sui future sul Brent e sulle call, mentre le tensioni geopolitiche aumentano. Lo scetticismo sulle recenti negoziazioni USA-Iran riguardo allo Stretto di Hormuz ha rapidamente annullato i ribassi iniziali del prezzo del petrolio, dimostrando che il mercato resta altamente sensibile a eventuali interruzioni. Con i prezzi globali del Brent che mostrano una forte resilienza, potremmo vedere il benchmark salire verso 110 dollari al barile prima della fine del mese.
Riteniamo inoltre che i trader debbano prepararsi a un pricing monetario più restrittivo, man mano che il mercato rivaluta il percorso dei tassi della Federal Reserve. I recenti balzi dei tassi a breve, come il SOFR a 2 anni in rialzo di quasi 20 punti base nelle ultime 48 ore, indicano che tornano aspettative più “hawkish” sulle banche centrali. Strategie su derivati come la vendita di future sui tassi d’interesse a breve scadenza risultano ben posizionate per beneficiare di questa persistente pressione macroeconomica nelle prossime settimane.
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