DBS Group Research prevede che il PIL reale del Vietnam aumenti del 7,8% su base annua nel 2° trimestre 2026, invariato rispetto al ritmo del 7,8% del 1° trimestre. La stima si fonda sulla solidità della manifattura elettronica e delle spedizioni legate alla domanda tecnologica trainata dall’AI, insieme a un FDI favorevole e a consumi retail resilienti, anche se il conflitto in Medio Oriente e gli effetti base elevati pesano sul confronto.
L’inflazione headline è attesa in calo al 5,0% su base annua a giugno 2026, dal 5,6% di maggio, grazie al raffreddamento dei costi di trasporto con minori pressioni sui prezzi dell’energia globali e domestici. Con alimentari e abitazione considerati componenti “sticky”, la moderazione del CPI lascerebbe comunque ai policymaker margine per mantenere invariato il tasso di rifinanziamento della banca centrale, sostenuti anche da una valuta stabile, nonostante le attese di una Fed USA più “hawkish” e le notizie di de-escalation delle tensioni in Medio Oriente dopo un accordo di pace provvisorio USA-Iran.
Azioni vietnamite e forza economica trainata dall’FDI
Riteniamo che la previsione di crescita del PIL al 7,8% e l’allentamento dell’inflazione siano un segnale chiaro per mantenere un’impostazione rialzista sulle azioni vietnamite nelle prossime settimane. L’indice VN30, che ha già messo a segno un forte rally di oltre il 15% nella prima metà del 2026, resta il nostro principale riferimento per esprimere questa view. La forza macro è sostenuta da investimenti diretti esteri record, con capitale effettivamente erogato stimato a 12 miliardi di dollari da inizio anno.
Posizionamento su elettronica e stabilità valutaria
Dato il riferimento specifico alla domanda trainata dall’AI e alla robusta manifattura elettronica, privilegiamo posizioni long su futures legati alla tecnologia e opzioni call. Le esportazioni di elettronica sono state un contributo chiave alla crescita, in aumento stimato del 18% su base annua nel secondo trimestre. Questo approccio mirato consente di sfruttare i driver più potenti dell’attuale ciclo economico.
La capacità della banca centrale di mantenere stabile il tasso di rifinanziamento offre un contesto favorevole per la valuta. Ci attendiamo che il dong vietnamita resti resiliente contro il dollaro USA, un segnale di forza rilevante alla luce delle aspettative di una Federal Reserve “hawkish”. Questa stabilità, in contrasto con la volatilità osservata in precedenti cicli di irrigidimento della Fed, riduce il rischio di cambio per le nostre posizioni azionarie.
Pur con l’inflazione headline attesa in moderazione al 5,0%, restiamo consapevoli che la persistenza dei costi di alimentari e abitazione rappresenta un rischio. Lo gestiamo tramite opzioni, considerando che la volatilità implicita sul VN30 resta relativamente bassa rispetto alle medie storiche. Ciò rende l’acquisto di opzioni put protettive una strategia efficiente in termini di costo per coprire il portafoglio da eventuali inattesi cambi di rotta di policy.
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